La Repubblica addormentata nel bosco

I presidenti delle camere dovrebbero avere la compiacenza di dirci come intendono procedere con trecento parlamentari cancellati dal voto popolare. A rigori avrebbero già dovuto compilare gli elenchi di coloro che devono decadere. Escluso Sgarbi che ha votato contro lo meriterebbero tutti i loro emeriti colleghi visto che hanno rinunciato in piena emergenza nazionale alle prerogative che gli affida la costituzione per riporle nelle mani di un governo di minoranza politica che come si vede dal voto di domenica scorsa conta più o meno il trenta per cento dei consensi del paese. Da oggi tale governo si appoggia anche su una quota di deputati che non esistono più. Davvero Casellati e Fico non crederanno di dover aspettare due anni? Allora sarebbe stato più logico varare la riforma a fine legislatura, potevano calendarizzarla in un secondo momento per evitare lo sconcio costituzionale che si sta consumando. Perché una costituzione suffragata dalla grande maggioranza degli italiani va in vigore da subito. Non è stato epurato il Parlamento di domani che non c’è, ma quello di oggi, il loro. Sarebbe bello che Casellati e. Fico offrissero da subito la loro testa a mo’ di esempio. Trecento di noi devono perire? Prendete me. Ecco un presidente dell’assemblea della Repubblica. Tanto più che le motivazioni della riforma proposta e votata non affondano nell’empireo dei principi costituzionali o in qualche diverso modello di Stato da progettare, dio ne scampi. Sono queste semplicemente dettate da una riduzione dei costi. Per cui se lo Stato deve risparmiare inizi con il risparmiare da subito. Ne ha davvero bisogno perché già il presidente del consiglio inizia a comprendere come sia molto lontano dal riuscire ad ottenere i recovery fund tanto vantati. Visto che si prepara il salasso degli italiani per lo meno mostrino le teste mozze dei parlamentari cancellati. È bello fare i populisti ma poi qualche soddisfazione al popolo bue bisogna pur darla. Quella di Di Maio che balla sul balcone per aver abolito la povertà è un po’ datata.