Regionali. La delusione del PRI

Regionali. Va malissimo in Veneto. Daniela Sbrollini finisce ultima con poco più di 12mila preferenze, con lo 0,61% (era appoggiata da una lista civica, da Italia Viva, dal PRI e dal PSI). Viene superata persino dal candidato dei No Vax Paolo Girotto, che prende il 50% dei voti più di lei.

Orgoglio Toscana contribuisce all’elezione di Giani Presidente, ma non supera il 3%: Moreno Lorenzini incassa 377 preferenze.

In Campania trionfa Stefano De Luca. Ma la festa in casa repubblicana è rovinata: il PRI è l’ultimo partito, 5000 voti, quando la penultima lista di voti ne ha presi il quadruplo.

Otto consiglieri alla Lega, sette al Pd, sette a Fratelli d’Italia, due ciascuno a Forza Italia-Civici per le Marche e Movimento 5 stelle, uno a Rinasci Marche, Popolari Marche-Udc, Civitas Civici oltre a Maurizio Mangialardi, candidato presidente del centrosinistra battuto che entra di diritto in Consiglio. È la nuova composizione dell’Assemblea legislativa disegnata dalle urne e dal gioco dei resti, secondo l’assegnazione provvisoria della Regione, dopo la vittoria del centrodestra con Francesco Acquaroli (49,13% con una sola sezione ancora da scrutinare sulle 1.576) sul centrosinistra guidato da Mangialardi (37,29%) distanziato da circa 87mila voti.

Il PRI non era presente in Puglia con una sua lista ma ha sostenuto la candidatura di Michele Emiliano (47,78%) con alcuni suoi candidati nelle liste civiche collegate che però non entreranno in consiglio.

Intanto Massimo Isola è il nuovo sindaco di Faenza. «Come PRI lo abbiamo sostenuto conoscendo le sue qualità  e convinti che la sua fosse la scelta giusta per Faenza», così il vicesegretario vicario Eugenio Fusignani. «Siamo contenti che il nostro giudizio sia stato quello del 60% dei faentini».