Il colpo di stato permanente

È capitato nella storia repubblicana che folle di popolo urlanti prese armi e cannoni muovessero contro i parlamenti chiedendo la testa di rappresentanti considerati traditori. La patria era in pericolo il popolo minacciato e i deputati non agivano tenevano discorsi. Tagllamo la testa a settantacinque o almeno a 22 di questi degenerati. Ed il Parlamento assediato dalle picche compiva gli elenchi, preparava le carrette per far sopravvivere la maggioranza pura del suo corpo o almeno una minoranza degna della fiducia della nazione. Quello che invece non si era mai visto era un parlamento libero forte del consenso elettorale nel pieno dei suoi poteri che decidesse sua sponte di epurarsi moto proprio, non di 22 non di settantasette dei suoi membri ma di trecento, una strage. Questo lo ha fatto solo il Parlamento italiano e rispettosamente ha chiesto al popolo il consenso per poterlo fare. Ed il popolo ha detto se volete epurarvi benissimo, tagliate il cancro che vi affligge. Solo che il popolo con il suo voto non ha epurato il Parlamento di domani ma quello di oggi il quale avrebbe ora il severo compito di far sapere chi espelle dal suo seno e una volta espulso questa massa di parlamentari poter dire sono in sintonia con la nazione ed il suo mandato costituzionale. Invece si pensa di far finta di niente di deliberare comunque di scrivere leggi con coloro che da ieri sono morti per volere del suffragio referendario. Sulla base di quale autorità non si capisce se non quella di un colpo di stato permanente.