Bassetti: «Più tranquillità e meno allarmismi»

«Più tranquillità nel leggere i numeri, meno allarmismo e tanta cautela». Questa la ricetta di Matteo Bassetti, una delle poche voci fuori dal coro dominante, quello degli apologeti della dittatura sanitaria, anche in assenza di emergenze evidenti. «Arrivare a pensare solo lontanamente ad un lockdown è anacronistico. Valutiamo caso per caso, poi non lo chiamerei così ma rinforzo delle misure di contenimento.  La chiusura totale di marzo-aprile non avverrà mai più, oggi l’Italia non è in pericolo: 200 persone in terapia intensiva su 50mila casi vuole dire 0,5% del totale di pazienti che hanno una malattia più grave». 

Insomma, mantenere in piedi tutto il carrozzone da catastrofe nucleare oggi fa solo danni. «Insonnia, depressione, ansia, irritabilità. Senza contare che si è rilevato un aumento delle violenze domestiche e dei suicidi», spiegava a Le Formiche David Lazzari, presidente del Consiglio Nazionale degli Ordine degli Psicologi.

I profeti di sventura hanno obbedito a un piano quasi criminale, una quotidiana strategia del terrore. Adesso tocca agli apostoli della normalità, a quelli che hanno protestato per la violenza quotidiana dei diritti e dei valori delle liberal-democrazie, zittire gli esagitati e i zerovirgolisti.