Ecco perché bisogna votare No

Un impianto costituzionale comporta un modello di Stato che individua le sedi di rappresentanza e la loro funzione, tale per cui il numero dei componenti è subordinato a queste. Stabilire esattamente la quantità dei rappresentanti è meno significativo che individuare i livelli amministrativi, ad esempio in Italia sono troppi e spesso in conflitto fra di loro. Una riforma costituzionale sarebbe sicuramente utile per riordinare il titolo quinto della carta ed é singolare che le diverse coalizioni di governo pur concordi su questo aspetto in teoria, nella prassi, abbiano sempre fatto altro contrapponendo riforma a riforma. Sotto questo profilo il governo che ha impostato la riforma su cui si vota domenica, il primo Governo Conte, non si è preoccupato di affrontare la delicata questione del titolo quinto e nemmeno di discutere degli aspetti del bicameralismo paritaro, per non dire, fa ridere solo il pensiero dei poteri del governo. Questa materia non ha nessuna importanza, non ci se ne occupa. È la più grande novità di questa legislatura per cui la problematica costituzionale non ha nessuna rilevanza. Tutta l’attenzione si è invece focalizzata sull’aspetto subordinato, ovvero l’insigificante numero dei parlamentari. Questa cifra fu aggiornata intorno alla metà degli anni 50 e ridotta di fatto in disprezzo del testo nella legislatura del 2001 a causa di una cattiva interpretazione della legge elettorale. Per cui quando si parla di intervenire sui rappresentanti occorrerebbe avere già definito la legge elettorale proprio per evitare di contraddire i migliori propositi a riguardo. Senza conoscere la legge elettorale si rischia una riduzione dei parlamentari delle minoranze quando per lo meno bel 2001 vennero tagliati per errore quelli della maggioranza. In altre parole il fronte del si dovrebbe dirci che si vuole un taglio omogeneo della rappresentanza, ma non può dirlo perché non ha scritto la legge elettorale. Tanto basterebbe per evitare ad un branco di incompetenti di mettere le mani su un caposaldo della Repubblica come la costituzione nemmeno per un aspetto così secondario. In verità se questo è il livello tanto vale ridurre i parlamentari fin che vogliono sono loro che si epurano. Non è dunque l’epurazione dei perdenti o dei vincenti o di entrambi il problema. Si massacrino come credono. Non è accettabile invece l’idea che si tagliano i costi per far risparmiare lo Stato come spiega ogni giorno Di Maio. Se bisogna risparmiare, scusate allora serve la ghigliottina non la forbice. Tagliamo l’intero paramento e allora si che risparmiano anche perché per averlo alla mercé di palazzo Chigi, più che uno spreco, è una indecenza. Sospendiamo le elezioni ed avremo un ulteriore risparmio, facciamo Conte re e di Maio gran ciambellano e le finanze risorgeranno. D’altra parte il Movimento 5 Stelle teorizza che del Parlamento non c’è bisogno alcuno quando ci si può collegare alla piattaforma Rousseau. L’inventore della democrazia ridotto al postriboli dell’equivoco. Almeno si formuli Il quesito vero. Volete voi patetici schiavi Conte re e Grillo dio? Allora votate si. Altrimenti votate no.