L’Emilio

Il libro su cui si è fondata la società democratica quale la si è conosciuta per più due secoli di storia contemporanea non è il Trattato sull’origine della diseguaglianza, per lo più ignoto ai coloni americani che si ribellarono al re d’Inghilterra. Non è nemmeno il Contratto sociale che conosceva solo l’elite giacobina. Libri questi che ancora duecento anni dopo un’ intellettuale di un certo rango come Simone Weil reputava troppo astratti. Il libro su cui viene costruita pezzo per pezzo la società democratica, letto da Washington come da Mirabeau è l’Emile, ou de l’education. L’educazione assume sin dalla rivoluzione il ruolo di leva della democrazia. La convenzione francese che uccide il re è la stessa che al contempo promuove la scuola pubblica dove chi non ha soldi per un’istruzione viene accolto dallo stato per farsela. il principio rivoluzionario è che il bambino non deve più essere formato sotto un principio di autorità, ma da quello di libertà, il primo di tutti i beni da insegnare al fanciullo. Dal medioevo i bimbi erano stetti in fasce Rousseau le leva, allontana i medici e i filosofi e consegna il bambino alla natura. Ora fa un certo effetto vedere che i bambini liberati da Rousseau vengano imbavagliati dal governo, ma è lecito che i benpensanti ritengano Rousseau che pure affrontò la peste superato. Il governo ci dovrebbe spiegare però perché in Francia i bambini vengono mascherati ad undici anni e da noi dopo i sei. Perché la Cina li lascia liberi di stare come preferiscono e non a Pechino a Wuahan. Soprattutto il governo dovrebbe spiegarci il metodo con cui pensa che bambini di sei e sette anni rispettino l’uso della distanza e della mascherina, considerando non solo la vita in classe ma anche la ricreazione, i bagni il doposcuola, il fatto che i bambini socializzano. Bisogna insomma che il governo ci spieghi la sua concezione medievale dell’infanzia quella per la quale durante il lockdown i bimbi potevano passeggiare intorno al proprio palazzo magari alla Tuscolana. È vero che il presidente dell’istituto di sanità ha spiegato che la mascherina non comporta un problema per la salute del bambino, non lo comporterebbe nemmeno legarli al monobanco con una catena. Il problema è che il parlamento ha sbagliato scienziato, doveva chiedere l’audizione del presidente della società di pedagogia. I danni morali culturali politici che sta procurando il governo sono superiori al regresso economico che ha già inflitto al paese.