Fusignani appoggia Saponaro. «Il confronto può essere aspro, ma ho piena fiducia nel segretario»

«Caro Corrado, apprezzando i contenuti della Tua lettera ai Repubblicani, ci uniamo agli auguri rivolti alle liste dell’Edera e ai candidati che rappresenteranno il PRI nelle varie realtà chiamate al voto il 20-21 settembre prossimi». Così una lettera aperta firmata Eugenio Fusignani, vicesegretario nazionale vicario del PRI, Alberto Gamberini, Giannantonio Mingozzi, Stefano Ravaglia in un importantissimo endorsement, il primo, che arriva dal gruppo repubblicano più importante d’Italia in seguito all’intervento del segretario che va a stemperare le polemiche di qualche settimana fa.
«La campagna elettorale sarà come sempre difficile e, come sempre nel nostro partito, legata alla volontà di chi sente il dovere di scendere in campo mettendoci la faccia con responsabilità e coraggio. In questo momento particolarmente impegnativo, memori delle Tue parole con cui annunciavi, nel corso dell’ultima DN tenutasi a Ravenna l’8 febbraio scorso, la volontà di dimetterti dalla guida del partito nel mese di ottobre, siamo a riconfermarti la nostra fiducia affinché tu mantenga la segreteria nazionale del PRI.
Pur consapevoli che la dialettica politica interna a volte sia aspra, com’è nella tradizione storica dei Repubblicani, siamo altrettanto consapevoli che, soprattutto nel PRI, le idee che si confrontano costituiscono un arricchimento del dibattito utile a migliorare ogni posizione e, in definitiva, per rafforzare i nostri valori.
Per questo riteniamo necessario che si compiano tutti gli sforzi per mantenere unito il partito sulla scorta della sintesi sancita dal 49° Congresso.
Per noi, quel congresso rappresenta ancora la strada maestra imprescindibile sia per affrontare le imminenti consultazioni elettorali, sia per le prossime del 2021 dove, come sai, Ravenna è impegnata a confermare tanto i risultati dell’Edera quanto le conseguenti responsabilità istituzionali.
In sintonia con lo spirito della Tua lettera, condividiamo anche il passaggio sul Referendum pur consapevoli che la nostra matrice laica contempla anche posizioni diverse, come già avvenne per il Referendum Costituzionale del 4 dicembre 2016.
È importante però che tutti i Repubblicani si battano per una riforma della Costituzione che non sia avulsa da una riforma del contesto istituzionale che superi il bicameralismo paritario, ridefinendo competenze e livelli istituzionali con una legge elettorale adeguata in termini di rappresentatività degli elettori e dei territori.
In ultima analisi condividiamo l’impegno a batterci affinché le risorse del Recovery Fund siano utili al rilancio del sistema economico e produttivo italiano che continua a subire gravi colpi a causa delle conseguenze della pandemia, sconfiggendo quanti sono contrari a questa scelta, dimostrando di privilegiare le convenienze elettorali rispetto agli interessi generali del Partito».