Mameli. È massone e repubblicano l’autore del Canto degli Italiani

Il 5 settembre 1827, a Genova, nasce Goffredo Mameli. Figlio di un contrammiraglio della Marina Sarda, si iscrive alla facoltà di Filosofia dell’Università di Genova, che abbandona dopo un anno per entrare a far parte della “Società Entelema”, frequentata dai giovani democratici, avvicinandosi agli ideali repubblicani e mazziniani. Quando scoppiano le cinque giornate, si unisce ai volontari che si recano a Milano per partecipare alla lotta contro gli austriaci, guadagnando i gradi di capitano. Dopo l’armistizio Salasco torna a Genova, dove assume la direzione de “Il diario del Popolo” e pubblica “l’Inno militare” successivamente musicato da Verdi. Successivamente decide di seguire Garibaldi e corre in difesa della Repubblica Romana. Combatte nella battaglia di Palestrina ed a Velletri contro le truppe borboniche e partecipa alla difesa del Gianicolo contro le truppe francesi che assediano Roma. Ferito alla gamba sinistra da un colpo di fucile durante gli scontri nei pressi di Villa Corsini, è trasportato d’urgenza all’ospizio di Trinità dei Pellegrini, dove subisce l’amputazione della gamba sotto il ginocchio. L’intervento riesce ma l’infezione non si arresta portando alla setticemia. Muore alle 7.30. del 6 luglio 1849. A lui si devono alcuni testi a carattere patriottico ed “Il canto degli italiani”, testo dell’inno nazionale musicato dal compositore e patriota Michele Novaro.