È morto Nicolò Brandino

«Rivolgo un commosso pensiero a Nicolò Brandino che l’altro giorno è venuto a mancare», scrive Eugenio Fusignani, vicesegretario nazionale vicario del PRI. «Uomo di indubbia fede Repubblicana e Mazziniana, Nicolò è stato uno dei dirigenti più stimati e autorevoli della UIL nei decenni ’80 e ’90. Il suo impegno nel sindacato laico iniziò come delegato nel petrolchimico ANIC di Ravenna ai tempi della Segreteria Generale Pinza e poi come Segretario della Categoria dei Chimici con la segreteria Fico. E furono proprio Armando Fico, che ci ha lasciato poco tempo fa, e Nicolò a fare della UIL di Ravenna il sindacato laico per eccellenza, interprete delle istanze dei lavoratori senza mai perdere di vista gli interessi della comunità. Lavoratori e Cittadini nello spirito di Manlio Monti che la UIL aveva fondato a Ravenna per affermare il lavoro e tutelare i lavoratori in una visione Mazziniana di progresso e modernità dell’inscindibile connubio “impresa e lavoro”. Grandi capacità, idee e visione che portarono Nicolò prima alla Segreteria Regionale dei Chimici e poi a quella Nazionale. Nel rispetto dei suoi ideale e dei valori della sua appartenenza, Nicolò Brandino ha lavorato con passione perchè il suo impegno fosse esempio da seguire, utile per portare ogni giorno un mattone per la costruzione del tempio del diritto alla “nobiltà del lavoro” che è il cardine della Cittadinanza Repubblicana. Ai figli Daniela, Claudio e Riccardo l’affetto e la vicinanza che gli testimonio con un commosso abbraccio nell’indelebile ricordo di un grande uomo».