Ormai lo conferma anche l’Istituto Superiore di Sanità: non c’è più nessuna emergenza

I giornaloni tengono alta l’attenzione, e i giallo-rossi al governo pare abbiano tutta l’intenzione a governare una fase di eterna emergenza. Peccato che l’emergenza, e ormai da un po’, non esista più. Lo ricorda tra gli altri il professor Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, in una intervista oggi al Corriere della sera: «Mettiamo nel cassetto ansia e isteria. «Uno studio appena pubblicato su Lancet e firmato da Gianfranco Alicandro e Carlo Lavecchia, dell’Istituto nazionale di Statistica e dell’Università di Milano, rileva come nella prima quindicina di maggio del 2020, nella seconda e in tutto giugno, non ci sia stato eccesso di mortalità rispetto all’anno precedente. La fase epidemica in Italia è sostanzialmente finita».

«Non presumere mai cattiveria laddove basti la stupidità» (Robert J. Hanlon)

Appena ieri i catastrofisti e i profeti di sventura in servizio permanente avevano dato molta enfasi sui dati percentuali resi dalla Fondazione Gimbe. I nuovi casi sono aumentati del 37,9% (2.477 in più, in totale 9.015), le persone attualmente positive del 52,2% (+ 4.625), i ricoverati con sintomi del 30%, i pazienti in terapia intensiva addirittura del 62% e i decessi del 15%. Dati che letti così, e non adeguatamente contestualizzati, fanno in effetti un po’ paura. Peccato però che i numeri assoluti siano decisamente contenuti e assolutamente non paragonabili con la situazione che ci siamo lasciati alle spalle. «In numeri assoluti parliamo di un centinaio di persone in tutta Italia su 27.817 positivi e circa 60 milioni di abitanti. In una settimana (non in un giorno) i malati in rianimazione sono passati da 66 a 107, appunto +62%», ci fa notare Giuseppe De Lorenzo su Il Giornale. Ma qualche mese fa erano 4068. Quindi dietro i dati che ci restituiscono percentuali altisonanti c’è un solo fatto: il ritorno dalle vacanze e una gestione piuttosto allegra dei migranti. Altro non c’è.

Di cosa è capace la grande stampa

Il realismo dei numeri, ha detto Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova ci spinge all’ottimismo. «Oggi la malattia è più gestibile e sembra meno aggressiva. Il virus è mutato in una forma più benevola divenendo una comune influenza. I virus si muovono così. Mutano per adattarsi al corpo ospite al quale intendono procurare o zero danni o danni lievi. L’obiettivo di queste forme di vita, da milioni di anni a questa parte, è la pacifica convivenza»

«Molti giornalisti hanno finito per sposare teorie di complotti governativi laddove, vi assicuro, sarebbe stato più produttivo per loro attenersi alla teoria del casino» (Bernard Ingham)

Anche l’ISS (Istituto Superiore della Sanità) presieduto da Silvio Brusaferro, è costretto ad arrendersi. L’emergenza sanitaria, intesa come una situazione di pressione sulle strutture delle ASL, è finita:

«Aldilà dell’andamento della curva dei contagi oggi è un fatto, come spiega anche il report settimanale dell’Iss, che le infezioni diagnosticate negli ultimi mesi presentino “una minore gravità clinica”. Nella maggior parte dei casi, infatti, scrive sempre l’Istituto Superiore di Sanità, si tratta di pazienti “asintomatici”».

L’intervista a Michele Polini, segretario dell’unione romana del PRI (nella foto con Matteo Renzi)