Emilio Maffei, il Repubblicano che lasciò la chiesa per Mazzini

Il 3 settembre 1809, Potenza, nasce Emilio Maffei. Sacerdote, dopo essere stato affiliato in gioventù alla Carboneria si avvicina alle idee di Mazzini e di Proudhon, ritenendole vicine ai valori del Vangelo. Repubblicano, sostenitore della laicità dell’istruzione pubblica e dello stato, partecipa ai moti costituzionali del 1848 e, quando Ferdinando II ritira la Costituzione si unisce al “Circolo Costituzionale Lucano”. Attenzionato dalla polizia, viene arrestato e condannato a morte. Commutata la pena nell’ergastolo, dopo quattro anni di detenzione nel carcere di Potenza è trasferito nel penitenziario di Nisida. Liberato nel 1859 ed inviato in esilio verso gli Stati Uniti, grazie al figlio di Settembrini, Raffaele, ufficiale della marina britannica, riesce a riparare in Irlanda e poi Inghilterra, dove incontra Mazzini. Dopo la caduta dei Borbone torna a Potenza dove, abbandonato l’abito talare, vivendo modestamente, si dedica alla poesia in Vernacolo con lo pseudonimo di Jumaredda, con rime critiche verso lo stato monarchico e si dedica alla politica divenendo consigliere comunale ed assessore. Muore nella città natale il 21 novembre 1881