La strage di Stato

Verrebbe da chiedersi in nome di quale autorità suprema il governo ritiene di non dover informare il parlamento e la pubblica opinione sulle stime fornite dal suo comitato scientifico riguardo la pandemia. Anche perché il premier solo cinque giorni prima che questo rapporto fosse compilato era andato in televisione a rassicurare gli italiani che non correvano nessun rischio che la nostra sanità era a prova di bomba. Forse il premier non ha ricevuto il rapporto del suo comitato scientifico sulle morti presunte come non ha ricevuto quello successivo sulla zona rossa ad Alzano. Il comitato scrive ma tutto arriva a Casalino che ci fa le barchette di carta. Altrimenti il premier avrebbe dovuto tornare davanti alle televisioni dire che si era sbagliato e suicidarsi in diretta. Oppure semplicemente il premier non ha preso sul serio il suo comitato. Questi scienziati sono dei pazzi non sanno quello che scrivono. Resta il fatto che dal sei febbraio al sei marzo il governo non ha fatto niente, nemmeno voleva assumersi la responsabilità di chiudere la Lombardia. Fa piacere sapere che almeno Zingaretti ignorava tutto questo altrimenti con il cavolo che andava a far aperitivi a Milano e ad abbracciare i cinesi. La coscienza di Zingaretti è salva e di questi tempi è già qualcosa. Ma quella di Conte? Cosa passava nella testa di Conte? Perché lui ancora il tre marzo non ritiene di dover rispondere ad una emergenza che era iniziata a gennaio e aspetta il sei per chiudere tutto. Tranne i treni che viaggiano ancora ma come ci hanno spiegato solo con non residenti. A sua discolpa il governo poteva dire di aver salvato la vita a 25 mila persone. Per la altre trentacinquemila bisognerà che i magistrati stabiliscono se l’accusa sia di strage colposa o intenzionale