La presa di Porta Pia in un convegno a Palazzo Vecchio

L’11 settembre 1870 le truppe italiane passano il confine con lo Stato Pontificio dando il via alla spedizione militare che si conclude nove giorni dopo con la Breccia di Porta Pia e la presa di Roma. Il governo italiano stabilitosi da qualche anno a Firenze, capitale transitoria in attesa di restituire al Regno la sua capitale naturale, può sfruttare la situazione internazionale venutasi a creare con il conflitto Franco Prussiano. Grazie alla convenzione italo francese del settembre 1864, i reggimenti francesi hanno lasciato il territorio pontificio e lo stato italiano diventa il garante della sicurezza del Pontefice. Mentre Garibaldi combatte in Francia i circoli mazziniani di sentimento repubblicano sono diventati sempre più attivi nel chiedere al Governo una spedizione su Roma. Le dimostrazioni assumono un carattere violento. A Pavia i manifestanti al grido di “Roma” e “Viva la Repubblica” occupano qualche caserma con il concorso di alcuni militari. La rivolta viene repressa ed un militare unitosi ai manifestanti viene fucilato. La questione romana è diventata anche un problema di ordine pubblico. Con la scusa di garantire la sicurezza del Papa e di proteggerlo da possibili iniziative di volontari, da Firenze viene approntato un vero e proprio corpo di spedizione, al quale viene attribuito euforicamente il nome di Corpo di osservazione, comandato dal cattolico generale Raffaele Cadorna. A questi sono affiancati al comando di cinque divisioni il generale Bixio ed il Generale Cosenz, futuro capo di stato maggiore dell’esercito, che sono espressione del volontariato garibaldino, ed i generali Mazè della Roche, Ferrero ed Angioletti, destinati ad importarti incarichi di governo. La forza pari a circa 50.000 uomini, equivalente a quella con cui il piccolo Piemonte aveva affrontato la prima guerra d’indipendenza contro l’Austria, completa di fanteria, bersaglieri cavalleria e di artiglierie da campagna e d’assedio. Il 20 settembre 1870, dopo ancora un ultimatum, l’attacco alla Citta Eterna, sferrato principalmente verso la zona del Castro Pretorio, per non colpire direttamente gli edifici papali, quindi la Breccia di Porta Pia con l’ingresso delle truppe italiane e la Presa di Roma.

In occasione del 150° anniversario da quegli eventi, il Military Historical Center Toscana guidato dal Col. Antonino Zarcone, grazie al Presidente del Consiglio Comunale Luca Milani che ha voluto condividere l’iniziativa, promuove il convegno “Firenze – Roma, la lunga strada verso la Capitale”.

Il simposio non vuole essere un mero momento celebrativo ma un approfondimento su avvenimenti che, a distanza di centocinquanta anni, non devono più essere motivo di divisioni partigiane tra fautori del Trono o dell’Altare, tra laici e cattolici, nell’ottica del consolidamento di una memoria nazionale condivisa di cui Firenze diventa promotrice. Il giorno 22 settembre 2020, alle ore 17.00 in Palazzo Vecchio, dopo gli indirizzi di saluto, il convegno verrà aperto dal professor Fabio Bertini, già docente di Storia contemporanea presso il “Cesare Alfieri” di Firenze con la relazione “La questione tra Firenze capitale e l’Europa prima di Porta Pia” in cui sarà illustrata la situazione geopolitica del momento ed il ruolo di Firenze capitale. Il colonnello Antonino Zarcone, Storico militare e Presidente onorario del Military Historical Center, che ha proposto l’evento, affronterà il tema “L’Esercito italiano a Porta Pia per “Proteggere il Papa”, un’analisi di alcuni aspetti particolari degli avvenimenti militari che, pianificati nei palazzi di governo fiorentini, si concludono con la Presa di Porta Pia. Seguirà il professor Fulvio Conti, Preside del “Cesare Alfieri” di Firenze che affronterà il tema: “20 settembre 1870: una data e un simbolo nella storia d’Italia”, riferendosi ai gruppi patriottici, mazziniani, laici e garibaldini o comunque mossi dall’ideale di Roma Capitale. Seguirà la Professoressa Bruna Bocchini Camaiani, docente di Storia del Cristianesimo e delle chiese che affronterà il tema dal punto di vista dei cattolici, divisi fra i fedeli al Papa Re e coloro che auspicavano una rinuncia del Pontefice al potere temporale su Roma per assumere il ruolo universale di Guida spirituale dell’Umanità, con la relazione: “1870. Un tornante nella storia della Chiesa”. Infine il Professor Leonardo Scatarzi, già docente di Educazione artistica, concluderà i lavori illustrando il risorgimento e la Presa di Roma attraverso il pennello degli artisti con la relazione “La breccia di Porta Pia nella pittura. Gli artisti dell’800 e le lotte per la libertà”.

Nel corso del convegno saranno presentati alcuni brevi brani tratti da “La Presa di Roma” di Filoteo Albertini, pellicola realizzata nel 1905, primo film nella storia del cinema italiano.

In considerazione dell’attuale situazione legata alla pandemia Covid 19, l’ingresso sarà a prenotazione così da approntare la sala in cui si svolgerà la conferenza nei locali più idonei sulla base dei presenti.
Il convegno ad oggi gode del patrocinio del Comitato fiorentino per la Storia del Risorgimento, della Fratellanza Artigiana, del Comitato nazionale delle associazioni risorgimentali.