Il circolo Conte

Le cronache che possiamo leggere delle relazioni stato regioni sono spassose almeno quanto la lettura del circolo Pickwick, con la particolarità che Dickens non aveva posto gli inutili fannulloni del suo romanzo alla guida della nazione. La signorina De Michele ha detto ai giornalisti che le misure del governo sono troppo severe e lei non è mica una zitella del Sussex è il ministro dei trasporti. Quel ministro che riempie i treni che poi il suo collega Speranza le svuota proprio come gli amici di Pickwick che a caccia si sparano l’un l’altro. Vedere un qualche eccesso di severità nelle misure del governo è un eufemismo, se si seguiva alla lettera le raccomandazioni sulla distanza della signorina Azzolina, invece che in un’aula ci si trovava al mausoleo di Adriano. Anche in Dickens ogni tanto compare qualcuno di buon senso come il rude governatore della Campania De Luca, il quale semplicemente ha detto che così la scuola non riapre. Ma come? Il presidente dell’istituto di sanità era corso alle camere a spiegare che non c’è nessun problema per la salute dei ragazzi a tenere per qualche ora al giorno le mascherine ed ha sicuramente ragione, non ci sarebbero nemmeno particolari problemi a legarli ai banchi. Comunque i governatori hanno messo le mani avanti. Sia chiaro hanno detto all’unisono che questa volta il governo non ci frega, se la scuola non riparte la responsabilità è sua non che ci rimpalla la sanità, le zone rosse, le discoteche e quant’altro. Il professor Conte da qualche giorno si é chiuso in un pensoso silenzio, cosa strana per un tipo simile. L’evoluzione della società occidentale si è compiuta tortuosamente nel corso di tre secoli con l’abolizione delle distanze sociali, politiche, economiche, e la soppressione delle barriera ed ecco che la prima regola da dare ai nostri giovani sin dalla scuola è quella di tenere le distanze di stare isolati.