Viva la skuola

Accusare il governo di volere una scuola che ricordi un lagher nazista, come ha pur detto il senatore Salvini, è un’enormità antistorica che si commenta da sé. Solo che al governo sembrerebbe che nessuno ci sia mai andato a scuola. Altrimenti si eviterebbe di far vedere sulla televisione di stato delle aule con otto monobanchi distanziati quando si sa di classi con minimo trenta trentacinque alunni. Per cui se quello che si mostra rappresenta il progetto del governo deve esserci un piano segreto per l’edilizia scolastica altrimenti si rischia di lasciare ai giardinetti centomila ragazzi. Infatti leggiamo che almeno centocinquanta mila studenti non avrebbero posto. Poi c’è il dilemma mascherine per i bambini che sopra i sei anni dovrebbero togliersela e mettetela a comando, cosa che nemmeno nei lagher nazisti sarebbero riusciti a fare. Infine c’è il doposcuola gli studenti non sono come il professor Conte che parla solo con Casalino, sono umani si frequentano anche se non sono congiunti, si incontrano, studiano insieme, devono far sport e orrore fanno pure feste dove ballano appiccicati uno all’altro. Provate ad impedirlo buona fortuna. È chiaro che sulla scuola si tocca finalmente con mano come sia sbagliata tutta la visione del governo della pandemia. Tale visione assomiglia a quella del principe Prospero nel romanzo di Edgar Allan Poe, la morte rossa. Il principe voleva tener fuori la morte rossa dal suo castello e quella vi entrava li stesso. La cosa buona é che presumibilmente il virus gira dal novembre scorso e bambini e studenti ci sono già passati con scarsi danni. Quella cattiva é che il governo doveva predisporre tamponi in massa e misurazione della temperatura all’entrata delle scuole e invece si é messo a commissionare i monobanchi. Avere qualche educatore invece di affidarsi agli imprenditori nel caso della scuola sarebbe utile.