Punto di non ritorno

Che la situazione sia fuori controllo lo si sarebbe dovuto capire il sei marzo quando il premier giobbando il parlamento, colpa del Parlamento, chiudeva il paese dopo aver detto il sei febbraio che l’Italia era in una botte di ferro. Andate a leggervi le dichiarazioni del professor Conte. Non corriamo nessun rischio, la nostra sanità è sicura. State sereni. Ora l’America ha avuto cento sessantamila morti ma in America sono 350 milioni. Noi con appena 50 milioni di abitanti ne abbiamo avuti 40 mila. In proporzione il triplo e c’è pure chi in America ci ammira e qui da noi si parla di modello. Ma l’America non ha fatto il lockdown che abbiamo fatto noi per cui non si capisce a cosa serve il lockdown se muoiono 40 mila persone. Forse non l’abbiamo fatto così bene. Magari abbiamo sbagliato i tempi. Magari, toh, non siamo cinesi. Ad esempio perché riempire i treni e poi svuotarli. Perché aprire le discoteche e poi richiuderle. Perché non scavare semplicemente una buca sotto terra e restarci diciamo dieci anni. Un presidente del consiglio che si è contraddetto dal primo momento su una questione del genere, il perfido Netanyahu già a gennaio aveva avvisato la popolazione israeliana che era a rischio, dovrebbe buttarsi a fiume prima che ce lo buttiamo noi. Invece niente il professor Conte ha disatteso gli scienziati, chiuso il parlamento governato a decreti presidenziali come la giunta Pinochet e non contento ha pure indetto gli stati generali come Luigi sedici. Ora tediato dalla libertà di questi mesi vuole già richiudere tutto, guardate c’è una ventenne con la polmonite in ospedale. Il figlio d’Alemanno poverino ha preso il covid a Porto Cervo. Però il premier ha garantito la scuola. La scuola tornerà aperta perché insomma un farabutto può strappare la costituzione Repubblicana impunemente ma non arriva a negare l’istruzione pubblica. Parola di Conte. Per cui c’è da temere davvero che le scuole non riapriranno. E come fanno con un ministro che si è messo a ridisegnare l’edilizia scolastica, quasi fosse Speer a Berlino, con Arcuri che ha commissionato un milione di monobanchi. Ha un lato imprenditoriale formidabile Arcuri. Ma scusate non è cosi impossibile. Fate fare i tamponi agli studenti il primo settembre e un richiamo il 15 ed aprite il 20. Servono a qualcosa i tamponi? Se si li si impieghi sulla popolazione scolastica a tappeto come quanto si faceva l’antipolio. Continuiamo a dar soldi alla protezione civile per cosa se manco sono in grado di mobilitarsi per riaprire le scuole. Perché una cosa è certa pensare di tenere bambini di sei anni con la mascherina 5 giorni su sette con il tempo pieno dalle nove alle 17 è degno di Mengele. Mengele chi, il nemico di UFO robot? Di Maio e soci. Quando cacciamo questo governo sarà già troppo tardi.