Una iniziativa per Nazario Sauro

«Il 10 agosto 1916 veniva impaccato dagli austriaci il TV Nazario Sauro, colpevole di aver scelto di combattere da italiano nei reparti della Regia Marina italiana. Stamattina alla presenza del Presidente onorario ANMI Silvano Molducci, del Presidente della Pro Loco di Marina di Ravenna Marino Moroni, del Presidente dell’Istituto Nastro Azzurro Amm. Mauro Catarozzi abbiamo tenuto una sobria cerimonia di commemorazione davanti al busto bronzeo che ne ricorda il sacrificio, a Marina di Ravenna». Scrive Eugenio Fusignani, vicesegretario nazionale vicario del PRI e vicesindaco di Ravenna: «All’iniziativa, promossa da ANMI in collaborazione con la Pro Loco di Marina di Ravenna, erano presenti le delegazioni delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma. Parlare di Nazario Sauro significa parlare di una grande figura di mazziniano. Un uomo coraggioso perchè aveva soprattutto il coraggio delle proprie idee. Il suo irredentismo non nazionalista ma risorgimentale, lo lega alle figure di Cesare Battisti, Fabio Filzi e Guglielmo Oberdan che con essi viene spesso ricordato. Profondo il suo legame con Ravenna, le cui storie si intrecciano più volte soprattutto nel nome di Dante che l’irredentista istriano considerava sia simbolo della nazione sia il precursore di Giuseppe Mazzini. E questo profondo legame con l’amor patrio di Dante e Mazzini lo ritroviamo saldo, indistruttibile nelle ore più drammatiche della sua vita al punto che, quando venne catturato dagli austriaci il 30 luglio 1916, Sauro aveva ancora in tasca quel cerino usato nel 1908 dall’allora sindaco di Ravenna per accendere la lampada votiva nella tomba di Dante. Profonda anche la sua fede repubblicana che lo spinse, prima dell’esecuzione, a consegnare al repubblicano veneziano Silvio Stringari due missive, una per la moglie e uno al figlio maggiore Nino che contenevano il suo testamento spirituale tipicamente mazziniano: educare le generazioni future all’amore per la patria, concepita come patrie “il plurale di padre “. Importante il busto bronzeo realizzato da un importante artista italiano di Faenza, nell’anno 1921, Ercole Drei, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Bologna che realizzò molte opere monumentali in Italia e all’estero, tra le quali statue marmoree per l’Altare della Patria e quelle per lo Stadio dei marmi a Roma. Un’opera importante quel busto che, giustamente, guarda il Porto di Ravenna e quel mare adriatico che per Sauro fu sempre simbolo di unione. Purtroppo, quasi ignorato dalla cultura nonostante sia stato recuperato in un magazzino 10 anni fa e strappato all’oblio grazie all’impegno di Beppe Rossi e alla disponibilità dell’allora presidente dei Autorità Portuale. Anche questo 10 agosto ricorrerà l’ennesimo anniversario della morte di Nazario Sauro senza che a Capodistria, nonostante le promesse, nessuno sembra volerlo ricordare. Il rammarico è che anche quest’anno non solo la sua casa natale a Bossedraga non veda ancora montata una targa che lo ricordi dopo quella strappata nel dopoguerra dai titini ma, soprattutto, che non si celebri il suo sacrificio nonostante l’impegno promesso anche dalla comunità italofona. Per questo siamo ancor più responsabilizzati nel celebrarlo noi, ogni anno qui a Marina, consapevoli che il suo amore per la patria era un autentico amore per tutte le patrie».