Luigi Pianciani, dalla Giovine Italia alla Massoneria

9 agosto 1810, Roma, nasce il conte Luigi Pianciani. Di idee democratiche, sin da giovane si mostra contrario alla tradizione conservatrice familiare e simpatizza per la Giovine Italia. Laureato in legge nel 1830, viene assunto nell’amministrazione delle Dogane con la carica di Ispettore e nel 1847 è eletto gonfaloniere di Spoleto, promuovendo la prima petizione per ottenere dal Papa la costituzione liberale. Partecipa da ufficiale alla campagna del 1848 in Veneto e l’anno successivo aderisce alla Repubblica Romana, per cui, alla restaurazione, è arrestato dai francesi e costretto all’esilio in Francia e a Londra, dove collabora alle iniziative mazziniane. Nel 1860 guida una spedizione a sostegno di Garibaldi in Sicilia e nel 1866 combatte con la 1ª brigata del Corpo Volontari Italiani Bezzecca, venendo decorato della croce di cavaliere dell’Ordine militare di Savoia “per avere durante la campagna eseguito importanti missioni con molta intelligenza e per essersi esposto tutta la giornata di Bezzecca nei punti più pericolosi percorrendo la linea a piedi ed a cavallo, portando ordini ai comandanti. Diede egli stesso disposizioni momentanee con molta intelligenza e sangue freddo, e contribuì ad assicurare la ritirata di tre pezzi riordinando i soldati sulla piattaforma e fu tra i più animosi a ricondurli al combattimento”. Deputato, sindaco per più mandati dopo la liberazione di Roma, durante il suo mandato promuove la costruzione dell’impianto crematorio del Verano e sono installate le prime fontanelle pubbliche romane. Presidente del Consiglio provinciale, studioso di diritto amministrativo, anticlericale, viene iniziato alla massoneria, in cui raggiunge il 33º grado del Rito scozzese, entra a far parte del consiglio dell’ordine del Grande Oriente d’Italia, di cui sarà Gran maestro onorario ad vitam, ed è nominato gran segretario del supremo consiglio del Rito scozzese antico ed accettato. Muore a Spoleto il 17 ottobre 1890.