Della mancata solidarietà nazionale

Alcuni amici interni al partito hanno rigettato la proposta di solidarietà nazionale adducendo argomenti diversi. Il primo argomento usato ha un fondamento razionale oggettivo. Non essendoci in Parlamento una qualche comunanza programmatica fra gli schieramenti non si vede come sia possibile una tale formula di solidarietà. E tanto vera questa asserzione che infatti non si comprende nemmeno come sia stato possibile un governo Lega 5 Stelle, dove le due formazioni che li componevano erano contrapposte allego elezioni e ancor meno un Governo Pd-5stelle, dove tutte le formazioni erano oltre che contrapposte elettoralmente anche contrapposte politicamente nella prima parte della legislatura per non parlare di Italia viva che uscita dal Pd per una qualche forma di incompatibilità vi si ricongiunge per governare. Di fatto entrambi i governi di questa legislatura sono stati di solidarietà nazionale perché anche se il sistema proporzionale consente più facilmente accordi legislativi fra diversi i soggetti impegnati nel governo si erano detti fra loro alternativi. La Lega e il Pd avevano persino un proprio alveo di alleanze elettorali che hanno abbandonato per firmare i reciproci Governatori ed i 5 stelle, semplicemente promettevano di annichilire gli avversari indi collaborarvi. Si tratta quindi di capire quale formula di solidarietà nazionale sia stata la più adatta al paese se quella che corrispondeva alla maggioranza del corpo elettorale fra i due partiti vincitori delle elezioni o quella fra il partito vincitore e quello che le aveva chiaramente perse. Oppure nel caso in cui entrambe queste due formule fossero considerate inadeguate non fosse il caso di suggerirne una terza più estesa per concludere la legislatura anche per recuperare qualche Eccellenza di governo che si è persa passando da Savona e Tria a Gualtieri e Boccia. La seconda obiezione alla formula della solidarietà nazionale è più squisitamente politica. Come può un partito che si oppone di principio ai sovranisti ed ai populisti volerli riuniti in un governo dove sarebbero quelli maggioritari. La ragione è che è molto meglio avere i sovranisti ed i populisti al governo che la parte più consistente all’opposizione, perché in tal modo quella prepara il governo della prossima legislatura e persino da una posizione di forza perché libera dagli impegni del governo. Se il paese si riconosce nelle forze sovraniste è inutile sperare che una soluzione alchemica ne ritardi l’avvento, si cimentino subito con i problemi reali e al limite saremo noi l’opposizione. Era molto meglio la prima formula di governo dove i 5 stelle si erano dimezzati e la Lega perdeva consensi che l’attuale dove la Lega resta il primo partito e aumenta persino la Meloni.