Il segreto del golpista

Un governo che va a testa alta, fiero delle sue decisioni, convinto di aver gestito nel modo migliore un’emergenza sanitaria e con gli strumenti adeguati, sarebbe riconoscente agli avvocati della fondazione Einaudi che hanno chiesto la pubblicazione dei verbali del suo comitato tecnico scientifico. Senza contare che lo stesso movimento 5 stelle era quello che voleva aprire il parlamento come una scatola di tonno, in modo che tutti gli italiani sapessero le ragioni della politica politicante e non certo perché queste si nascondessero nelle stanze di palazzo Chigi. Per questo ci si aspettava che un presidente del consiglio profondamente democratico, in assoluta buona fede, un avvocato del popolo, mostrasse volentieri le sue mani pulite e la sua bontà di cuore insieme alle carte grazie a cui per tre mesi gli italiani non sono potuti andare al parco con la famigliola e manco al mare e nemmeno prendere l’auto per sfuggire la depressione. Era una grande occasione per il premier ed il governo di mostrare la propria coscenziosita’, la suprema difesa dell’interesse pubblico. Un modo anche per soddisfare la curiosità del vice ministro alla salute Sileri che chiesto di conoscere i verbali gli è stato risposto che non erano di sua competenza. Il governo Conte è talmente egualitario che il vice ministro vale un usciere . Per questo siamo come dire stupiti che il governo agli avvocati abbia risposto con gli avvocati della protezione civile, il suo braccio armato. È sulla base di un codice della protezione civile varato nel 92, cioè da una maggioranza moribonda con ben altri pensieri per rispondere ai dubbi del capo dello stato, che il governo ha fatto quello che ha fatto e non intende risponderne a nessuno. Non ne ha risposto al parlamento figuratevi se risponde al Tar. Beati coloro che si fidano di un simile governo. Quando saremo scannati nel sonno ne riconosceremo il valore.