Qualche stella brilla nel cielo

«Dopo cinque mesi dall’inizio della pandemia i ventisette paesi europei danno una risposta nel segno della cooperazione e della solidarietà». Così Corrado De Rinaldis Saponaro, segretario nazionale del PRI.
«Si sarebbe potuto fare di più? Si sarebbe potuto fare di meno? Si è fatto quel che si è fatto ed il mio giudizio è positivo.
Settecentocinquanta miliardi di cui 360 a fondo perduto e 390 come finanziamento all’Italia, il paese più colpito dalla pandemia, sono stati attribuiti fondi pari al 28%. Nelle ventotto pagine dell’accordo ci troviamo molte cose, condivisibili e non, ed emergono le differenze dei paesi frugali nei confronti di quelli del sud, i primi hanno ottenuto, per rimuovere le differenze, trentasette miliardi in meno di versamenti al bilancio comunitario che impatteranno sulla riduzione degli investimenti per i capitoli della ricerca e della lotta ai cambiamenti climatici e più la possibilità di continuare nel damping fiscale.
L’Italia già nel dicembre del 2019 era in recessione e la pandemia del febbraio del 2020 ha messo il paese in gravissime difficoltà, non voglio citare i miei scritti di aprile scorso, ma richiamo i dati resi pubblici dal Governatore della Banca d’Italia nel maggio scorso.
A quanto detto dal Governatore dobbiamo, purtroppo, riportare che alla fine di maggio, delle seicentocinquantamila aziende richiedenti finanziamenti garantiti dallo Stato al novanta per cento, solo il 24,1% è riuscito ad ottenerli con restituzione ai sei anni; 89 mila lavoratori sono in Cig e non hanno ancora ricevuto 370 mila assegni; il 38% delle imprese italiane è a rischio chiusura in autunno, che significherebbe altre tre milioni di disoccupati; il turismo, uno dei settori che contribuisce in modo importante al Pil, è bloccato. L’accordo raggiunto a Bruxelles è positivo e lascia sperare che i ventisette paesi riescano a trovare in futuro una maggiore integrazione e maggiore fiducia reciproca, così soltanto si potrà costruire l’Europa che i Repubblicani auspicano.
Le nuvole su tutta l’Europa, con i provvedimenti presi, tendono a diradarsi e nel cielo si intravedono le stelle, che fanno luce ed indicano agli esperti naviganti la rotta per andare nel porto desiderato.
Questo esecutivo sino ad oggi non ha dimostrato di sviluppare una azione di governo conforme alle necessità del Paese.
Il settanta percento dei contributi europei dovremo spenderli entro due anni ed interessano, oltre i settori indicati, infrastrutture, economia verde e circolare, digitalizzazione della pubblica amministrazione e delle imprese private, scuola, sanità, industria innovativa, anche le riforme che razionalizzino e riducano la spesa pubblica improduttiva (riforma istituzionale, regioni, comuni, sburocratizzazione), insomma, un robusto programma “Italia 2030”.
I giornali di questa mattina evidenziano che già si litiga nella maggioranza per chi deve avere la cabina di regia, brutto presagio per gli italiani!
Noi riteniamo che, in questo momento si debba avere una maggioranza più ampia possibile, allargata a chi vuol contribuire positivamente alle sorti future del nostro paese e che, a guidarla ci sia un nocchiere che ha dimostrato di saper navigare in acque tempestose».