Ci pensa l’Europa

Ci sono voluti quattro giorni di trattative perché il discredito raggiunto dall’Italia è tale che ci sono paesi contrari persino a prestarci un euro e si capisce. Siamo scivolati come affidabilità sotto la Grecia che ha dato una dimostrazione di sapere fronteggiare la pandemia come noi ci sogniamo. L’Italia ha dato una grande dimostrazione repressiva nient’altro, come si conviene al paese che all’Europa ha dato il fascismo e gli olandesi che fascisti non sono mai stati non lo dimenticano. Fortuna vuole che la Germania ha i nostri stessi sensi di colpa ed è una grande nazione che dimostra nella sua classe dirigente la determinazione sufficiente a portare avanti un processo europeo. Non è senza contraddizioni o battute a vuoto ma la Germania è quella di Heine che ha paura di se stessa, non vuol star sola. Il piano di finanziamento che è stato messo in moto e che compensa o cerca di compensare la filosofia rigorista dei trattati è un’idea tedesca. Il problema è non buttare i soldi e non consentire che vengano buttati. Per cui ogni euro a fondo perduto sarà rendicontato, il resto sarà un prestito. Si tratta solo di capire se il nostro governo sarà in grado ed in che tempi di accedervi presentando un qualche piano di un qualche senso, tipo quello di Colao. Infatti sembra che Conte abbia già richiamato nuovi esperti al lavoro. Speriamo solo che poi non riconvochi altri dieci giorni di stati generati. Purtroppo l’Europa non può imporci l’impiego del Parlamento. Quello dovremmo deciderlo da noi.