E i nostri giovani?

Durante questo lungo e tormentato periodo di pandemia si è parlato di tutto, dalla cassa integrazione al MES, dai contributi alle aziende alle detrazioni fiscali, dalla “telenovela” delle autostrade allo snellimento della burocrazia (..forse), ma di giovani ci si è occupati poco e male, quasi fossero un elemento marginale della nostra società.

Forse chi governa ignora che il tasso di disoccupazione giovanile in Italia supera il 29% (contro una media europea del 14%), e si parla solo della fascia di età compresa tra i 15 ed i 24 anni, forse non sa che 320 mila giovani hanno lasciato recentemente il Paese per cercare lavoro e… dignità all’estero, che esistono un milione e mezzo di “neet”, ovvero giovani che non studiano e che non cercano più lavoro; forse i nostri governanti non hanno compreso che i nostri ragazzi non hanno solo “perso” un anno di studio, ma anche tutte quelle opportunità di preparazione e di avvio al mondo del lavoro (corsi di formazione, stage, tirocini formativi, alternanza scuola-lavoro…), un anno che peserà sicuramente in tutto il loro percorso di vita.

Forse “lassù” non hanno percepito le serie preoccupazioni ed i disagi di tutti quei giovani con partita IVA, che hanno dovuto affrontare un lungo periodo di inattività con un sussidio risibile o che hanno dovuto rinunciare alle loro imprese, non più redditizie.

Un Paese serio, civile, moderno, di fronte ad una simile situazione, avvertirebbe il “dovere morale” di varare un vasto ed articolato piano di interventi (un vero e proprio progetto) a favore dei giovani, dal mondo dell’istruzione e della formazione, al lavoro, magari trasformando l’infruttuoso reddito di cittadinanza in borse di studio per i nostri bravi ricercatori, in compensi per i lavori socialmente utili, in incentivi per i giovani imprenditori.

Bisogna, purtroppo, constatare che, ancor oggi, manca una visione globale e strategica del “pianeta” giovani e, soprattutto, manca la consapevolezza dell’importanza che rivestono le giovani generazioni nel processo di sviluppo, di emancipazione e di ammodernamento del nostro Paese… ma non è mai troppo tardi.