Rosolino Pilo, tra Mazzini e la Massoneria

Il 15 luglio 1820, a Palermo, nasce Rosolino Pilo. Repubblicano, fra i promotori della rivolta palermitana che porta alla rivoluzione indipendentista siciliana del 1848, membro del secondo sottocomitato della guerra e comandante delle artiglierie della città di Palermo, partecipa ai combattimenti che costringono i borbonici a lasciare la città. Dopo la restaurazione si reca esule a Marsiglia e poi a Genova, dove conosce Mazzini e frequenta gli esuli siciliani. Fautore della guerriglia, sostiene e fornisce appoggio diretto a tentativi insurrezionali in Sicilia e nel sud Italia, tra cui quello organizzato dall’amico Pisacane nel 1857 che inizialmente doveva portare alla insurrezione siciliana e che si chiude tragicamente a Sapri. Dopo la rivolta della Gancia del 1860, torna in Sicilia per favorire la spedizione dei Mille, organizzare l’arruolamento di volontari e condurre azioni diversive contro le truppe borboniche. Muore in combattimento a San Martino delle Scale il 21 maggio 1860, alla vigilia della liberazione di Palermo. Il Gran maestro del Grande Oriente d’Italia Ernesto Nathan, in un discorso del 21 aprile 1918 al Teatro Costanzi in Roma, ne rivela l’appartenenza alla Massoneria.
Chissà se la città natale lo ricorderà nel bicentenario della nascita.