L’impiego pubblico ai tempi del Covid

«L’apparato burocratico nostrano, si sa, è uno dei più articolati e difficili da affrontare; per il cittadino che ha necessità di svolgere pratiche, richiedere autorizzazioni o in generale avere a che fare con l’amministrazione pubblica, spesso è impossibile riuscire a districarsi da solo tra uffici, firme e protocolli e diventa necessario rivolgersi a un professionista anche per pratiche che in altri paesi sono molto più semplici se non automatiche».

Come sostiene Michele Polini, segretario romano del Partito Repubblicano Italiano, ai microfoni di VideoLazio24, pur con qualche perplessità in merito, la necessità di ricorrere al cosiddetto smart working a causa del lockdown per il Covid-19, ha imposto alla macchina statale di alleggerirsi di alcuni passaggi burocratici, soprattutto ricorrendo all’utilizzo del web da parte dei cittadini per svolgere le pratiche.

Sempre rispondendo nel merito, Michele Polini individua il problema nella scarsa efficienza delle risorse pubbliche che vanno a appesantire il processo burocratico, facendo anche cenno a un utilizzo “normale” che spesso manca nel processo “dell’articolazione della macchina pubblica”.

I processi burocratici servono a garantire la correttezza nello svolgersi delle pratiche pubbliche; quando però questo processo diviene così complesso e articolato, può diventare persino un’arma in mano a chi sa decifrarlo.

In questo modo a esserne danneggiato è il singolo cittadino che si perde tra gli uffici pubblici, a volte anche solo per capire l’iter da seguire e la comunità tutta, che vede spesso fondi pubblici destinati a qualche opera bloccati da qualche cavillo.

Tutto questo si traduce in strade fatiscenti, illuminazione pubblica mancante, spazi verdi abbandonati, raccolta dei rifiuti inefficiente e la lista è lunga.