Polini: «Difendiamo le nostre libertà»

«Sul piano geopolitico e socio-economico la partita avviata con la dichiarazione della pandemia e con la decisione attuata su scala pressoché planetaria di reagire attraverso la paralisi dell’economia e della democrazia (ossia il lockdown) è tutta aperta».

Così Bifarini su Weltanschauung Italia. «Le forze scese in campo sono potentissime e ancora non sappiamo come andrà a finire. Una sola cosa è stata dimostrata e appurata: di fronte alla paura l’umanità è disposta a rinunciare alla propria libertà e al proprio benessere in cambio di una promessa di protezione, non importa quanto valida e comprovabile. Questo atteggiamento così irrazionale ed emotivo è il problema più insormontabile, alla base di tutto, che si ripete in diverse forme e circostanze. L’eterno costituirsi della massa intesa in senso psicologico».

Qual è la questione. P. Sensini la sintetizza così: «Il governo Contebis si appresta a prorogare lo stato d’emergenza fino al 31 dicembre 2020. Il presidente del Consiglio Conte ha quindi deciso di estendere il provvedimento che termina il 31 luglio in modo da poter ancora emanare in tutta tranquillità nuovi Dpcm, i decreti del presidente del Consiglio che vengono imposti agli italiani da fine gennaio e tramite i quali sono stati posti agli arresti domiciliari per lunghi mesi. Ed è per questo che viene tenuta in vita artificialmente, grazie al completo allineamento di tutti i media di regime (RAI, Mediaset, LaSetta-Corriere della Sera, Gruppo GEDI, etc.), un’emergenza pandemica che non esiste. Prima l’Italia era “solo” una dittatura di fatto, ora lo è anche dal punta di vista giuridico, con i pieni poteri in mano a una cricca di burocrati totalmente illegittimi e abusivi».

Viene la paura che ci siamo lasciati alle spalle un esperimento sociale, per verificare quanto solide siano le nostre fondamenta liberali e democratiche e fino a che punto siamo disposti a rinunciare alla nostra privacy. Nel frattempo la ferita economica è aperta, e torna di moda Keynes. Ne parliamo con Michele Polini, segretario dell’unione romana del PRI.

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