Il mio regno per un cavallo

Affascinati come siamo dalla vicenda Autostrade, i Benetton alla fine sono tornati al comando, complimenti vivi al governo, non ci siamo accorti, quasi, del semestre tedesco iniziato a Bruxelles. Angela Merkel è una delle poche amiche su cui può contare l’Italia una volta varcato il Reno, ma questo non significa che l’amicizia nei nostri confronti debba nuocerla con i suoi connazionali. Il cancelliere è ben convinto di farci avere i soldi di cui abbiamo bisogno, ma non è che poi li dilapidiamo come è accaduto spesso e volentieri. Per cui poche condizioni, da osservare, ad esempio una riforma delle pensioni, si proprio quella una cosetta da niente che la nostra maggioranza di governo potrà stendere in quattro e quattro otto, coesa e compatta com’è guidata con mani ferme da un premier autorevole come Conte. Livido in volto, con passi felpati nel suo vestito turchese, il premier ha incontrato quello spagnolo il quale ha bisogno come noi del sostegno europeo, anche se va detto se la passa meglio, non ha gallerie che cadono in testa agli automobilisti e governatori di regione ridotti a fare spot promozionali per il turismo. Eppure la Spagna ha già capito l’antifona e non ci pensa proprio ad aspettare settembre per raggiungere un’intesa con la comunità europea, la vuole subito a luglio. La Spagna è pronta, ad esempio sul Mes, è stato fatto per essere utilizzato mica per tirarlo in faccia alla commissione. E Conte pensate che si sia scomposto? Nemmeno un capello. Un fulmine di guerra come lui ha biasimato ritardi ed esitazioni, perdite di tempo e quant’altro e promesso che se la Spagna corre, l’Italia vola. Dopodiché è balzato in sella al suo mulo per tornare a palazzo Chigi.