Il Tso fatelo voi

Chissà che penserebbe Gilles Deleuze, che negli anni settanta del novecento fu fra i promotori della critica alla psichiatria tradizionale, nel vedere un autorevole esponente della sedicente sinistra italiana, non del centrosinistra ma della sinistra-sinistra, affermare con assoluta leggerezza che ha dato mandato agli uffici del ministero di verificare la possibilità di erogare il TSO ( Trattamento Sanitario Obbligatorio ) ai malati di covid 19 che rifiutassero il ricovero ospedaliero o le  cure farmacologiche.

In verità si potrebbe spiegare al filosofo che non c’è molto di cui  stupirsi, stiamo infatti parlando del ministro Roberto Speranza, esponente di una classe dirigente formatasi fra Fonzie, sì quello di Happy Days e come diceva Nanni Moretti Happy Days c’entra e come se c’entra, ed il mito di Massimo D’Alema al posto di quello di Che Guevara, insomma in cotanta inconsistenza politica che fu il riferimento culturale de nostro attuale ministro della Sanità, perché stupirsi che si sia lasciato irretire dal pragmatismo trevigiano e legaiolo di Luca Zaia. Il Presidente del Veneto infatti pensa che la soluzione più efficace per prevenire qualsiasi nuovo possibile focolaio sia di curare a qualsiasi costo il malato, anche con la forza. Da un uomo della destra, buon amministratore, anzi ottimo amministratore ma un poco grossolano, difficile dimenticare i cinesi mangiatori di topi vivi che tutti avevamo visto commettere tale scellerato atto, un atteggiamento simile ce lo si può, anzi ce lo si deve, attendere ma dalla sedicente sinistra…

Il TSO è un atto di extrema ratio disciplinato da una risoluzione delle Nazioni Unite che prevede una serie di tutele per il sottoposto, tutele previste anche dalle legislazioni europee, compresa la nostra che lo disciplina con la legge 180/1978 quella legge Basaglia che segnò un elemento di progresso fondamentale nella cura del disagio psichiatrico. Lo scopo del TSO infatti è impedire che il disagio mentale di un individuo possa arrecare danni, l’intento è di proteggerlo e va inserito all’interno di un complesso quadro di interventi di sostegno.

Naturalmente nessun cittadino minimamente responsabile pensa non si debba contrastare il comportamento di chi colpito da una malattia infettiva ignori i protocolli previsti per non diffondere il virus, protocolli disciplinati dal decreto Cura Italia che danno già tutti gli strumenti necessari a sindaci e Presidenti di Regione per intervenire. Si ritiene necessario rafforzare le prerogative degli amministratori locali affinché possano avere strumenti più efficaci nel mantenere il distanziamento sociale e limitare la libertà di circolazione degli individui positivi? Lo si faccia, ma non si può imporre ad un libero cittadino di essere sottoposto a cure se egli non le vuole, sarebbe una gravissima violazione del secondo comma dell’art. 32 della nostra Costituzione che sancisce un principio di libertà individuale che nessun Paese civile violerebbe.

La paranoia collettiva è arrivata al punto di considerare “ psichiatrico “ un soggetto che malato di covid 19 decida, esercitando un suo diritto tutelato dalla Costituzione, di non essere curato, ormai pur di non ammalarci siamo disponibili a cedere qualsiasi libertà, soprattutto libertà altrui considerando il lassismo con cui invece mediamente si applicano in Italia le norme di sicurezza e prevenzione.

Cari Zaia e Speranza la prossima volta che viene un’idea così geniale fatevelo voi un bel TSO.