Un monumento per Andrea Aguyar

Pensare di erigere un monumento all’unico combattente di colore che combatté per la difesa della Repubblica Romana sarebbe un tributo all’antirazzismo o un’offesa a tutti coloro, bianchi, neri, rossi o gialli che sono morti nel risorgimento o nel mondo per combattere in nome della libertà e dell’indipendenza dei popoli contro i dittatori e i monarchici nel mondo ? Le differenze razziali emergono se si fanno diventare eroi o meno non chi combatté o combatte per una causa giusta, ma se la si strumentalizza col colore della pelle, o se la si inventa per cavalcare l’onda di una battaglia politica contingente che mira ad attaccare la presidenza degli Stati Uniti d’America. Coinvolgere i mazziniani e i garibaldini in questa strumentalizzazione sarebbe un atto d’inciviltà politica. Ci sarebbe da piangere, per i tempi e le bugie che cercano di giustificare tale atto.
Andrea Aguyar è uno dei patrioti che hanno lottato per la libertà nel mondo in nome di quella fratellanza, di quel patriottismo repubblicano che era pronto a lottare per la libertà e la democrazia in ogni parte del mondo. Combattendo per la Repubblica Romana combatteva anche per la libertà di culto e per i diritti delle persone senza differenze razziali o di ceto sociale. Celebrare l’eccezione razziale oggi, come ieri, significherebbe solo ridurre una battaglia per l’emancipazione, per la libertà integrale in una pericolosa deriva apparentemente antirazziale ma razzista nella sostanza. Perché oggi?
In uno stato americano governato dai democratici, in una città governata dai democratici, col capo della polizia democratico è stato ucciso da un poliziotto troppo zelante un pregiudicato di colore. Il fatto è molto grave perché anche un delinquente incallito va trattato con umanità e rispettando la legge. In un periodo di normalità democratica
si sospendono e si processano i responsabili e tutto finisce lì.
Ma se si vuole fare gli antirazzisti in servizio permanente, allora si protesta contro i bianchi poliziotti. Contro Trump, che non c’entra nulla, si fa diventare un eroe una vittima, ma che non ha nulla di virtuoso nella sua vita da insegnare. Un conto è essere Martin Luther King e un conto è fare del colore della pelle un’ occasione per mettere a fuoco e fiamme un paese facendo diventare un caso di abuso della polizia un caso di razzismo coinvolgendo in una battaglia razziale vergognosa tutto il mondo antiamericano.
Nello stesso tempo la Cina tace sulla pandemia, la nasconde al mondo creando le condizioni per centinaia di migliaia di morti e milioni di contagi. Sottomette alla dittatura comunista di Pechino, il popolo libero di Honk Kong e tutto il mondo antifascista, antirazzista, tace, mentre l’unico che difende il mondo dal pericolo schiavitù vero è Trump.
Zitto il governo, mogia l’Europa, zitto il PD, zitti i 5S e Conte, ormai mandarini sulla via della seta. L’Inghilterra che ha offerto il passaporto della libertà ai cittadini della sua ex colonia è molto più libera e indipendente verso l’imperialismo cinese di quello che l’Europa attuale, solo monetaria e del commercio utilitaristico, senza una politica estera, incapace di diventare la coscienza democratica del mondo, per il prevalere di tattiche anziché di una strategia politica occidentale riesce a fare.
Proporre adesso la celebrazione di un garibaldino di colore non avrebbe il sapore e il significato di una battaglia mazziniana, perché la lotta per la libertà che Mazzini e Garibaldi combattevano in Italia e nel mondo non aveva colori della pelle, ma solo il profumo della libertà ed era libera e volontaria. Ma avrebbe o assumerebbe il significato di trasformarla in una battaglia razzista. In più a combattere per la libertà dei cittadini di colore c’erano soldati bianchi, e a fare rispettate le leggi in America vi sono la maggioranza di poliziotti di colore.
Se solo un garibaldino era di colore dovremmo forse giungere alla conclusione che i cittadini di colore non erano sensibili alle lotte per la libertà e la democrazia perché non si ribellavano alla condizione di schiavitù?
Vedo pericolose derive all’orizzonte l’antifascismo e il razzismo in democrazia li tutela la costituzione. Le critiche i paesi le devono fare ai regimi totalitari non intromettersi nelle campagne elettorali dei paesi democratici e tacere sullo sterminio dei Curdi, degli Ucraini, dei dissidenti cinesi etc.
Un mazziniano e un repubblicano ha come religione la fede nella libertà, nel rispetto dei diritti umani, senza discriminazioni di culto o razziali e ha come orizzonte tutto il mondo non chiude gli occhi dove non vuole vedere e li apre solo dove ci sono gli avversari politici. Saremmo comunisti o fascisti se ci comportassimo così. La libertà si difende ovunque secondo il principio di patria mazziniano, cioè di ogni luogo in cui esiste la libertà e la dignità umana e al fianco di chi la vuole difendere o conquistare.