Un governo a vita

Se la situazione non fosse drammatica verrebbe da ritenerla ridicola. La maggioranza di governo non crede più in se stessa al punto di pensare davvero di spaccare il Movimento 5 stelle e di imbarcare Forza Italia. Il prezzo da pagare sarebbe semplicemente la nomina di Berlusconi a senatore a vita. Ora con tutta la simpatia per Berlusconi solo Tajani puoi prendere sul serio una tale ipotesi. Ma anche l’idea di spaccare il movimento di Grillo per farne alleare una parte residua a Pd e Forza Italia, ovvero ai partiti che doveva distruggere, non è proprio raccomandabile. È vero che il parlamento può tutto ma ci sono dei limiti al buon senso, come al disprezzo per il sentimento democratico. Nessun governo vale la pena sopravviva alla morte dei partiti che lo compongono, altrimenti davvero la Repubblica è solo più una vuota parola, quella a cui rimane un significa è tirannia. Questa situazione innerva la piazza che mostra i muscoli e chiede il voto. Potrebbe anche essere una soluzione, tipo mandiamo tutto alla malora. Altrimenti servirebbe che i partiti ammettessero il loro fallimento e facessero un bel passo indietro rivolgendosi a chi dispone dell’autorevolezza necessaria per guidare il paese in questi frangenti e sostenerlo per il tempo sufficiente. C’è sempre un barlume di coscienza in grado di salvare l’universo mondo prima che esploda.