Azzo, che ministro

Ora che il ministro della pubblica istruzione si è accorta di come le distanze previste dal comitato tecnico scientifico siano tali da richiedere una nuova allocazione degli studenti tanto da inserire il monobanco, è questione di poco perché si renda anche conto esattamente della quantità della popolazione scolastica. In pratica sarà necessario abbattere e ricostruirne, in tempo per settembre, tutta l’edilizia per essere a norma delle regole presupposte dal comitato.
Potrebbe essere occasione adatta perché il ministro tolto il naso dalla scatola di cipria si accorga di come le nostre stesse città non rispondano ai canoni richiesti dalla necessaria sicurezza. Costruite principalmente su villaggi e borghi medievali, con vie strette e palazzi uno sull’altro, queste ci ricordano che l’uomo non è come il solitario avvoltoio calvo allevato dal professor Lo Palco che schifa i suoi simili ma un animale sociale. E quindi come sarà mai possibile salvaguardare la salute pubblica se in queste vecchie città, magari cinte da mura non si osservano le distanze manco per caso? Per rispondere a più sani principi occorre abbattere con le scuole anche le città e ricostruirle daccapo. Il governo potrebbe ispirarsi all’opera di Speer, che per il Fuhrer doveva riprogettare Berlino. Ampi spazi, abitazioni divise da lunghi corsi, niente botteghe, cinema teatri, statue da elevare al premier Conte e scuole come il mausoleo di Augusto per uno studente ciascuno con il suo monobanco. Non vi preoccupate di quanto ci costerebbe tutto questo, non avremo bisogno del Mes. I soldi ce li dà Arcuri.