I fatti chi li ha visti?

I fatti e le opinioni. Niente di nuovo, ci mancherebbe. Ma queste settimane ci hanno abituato che non è possibile raccontarli, i fatti, perché ogni narrazione è a partire da chi narra. L’ultimo balletto è il vaccino, per esempio.

Osservano da Weltanschauung Italia:  «Vogliono imporre l’obbligo di un vaccino che ancora non esiste, di cui non si conosce minimamente la copertura, di cui non si conosce il tasso di efficacia, di cui non si conoscono le eventuali controindicazioni, senza che siano stati completati gli studi di fase previsti dai protocolli comunitari e internazionali, che spesso richiedono anni. Tutto questo semplicemente sulla base del fatto che “se non lo fai, sei un ignorante, quindi ti obblighiamo a farlo comunque”. E l’affermazione da chi viene? Da uno che si è laureato in lettere 50 anni fa e si è occupato in vita sua di teatro e TV. Per la cronaca: proprio oggi Pfizer ha strombazzato alla stampa che “i primi risultati sono incoraggianti”. Grande euforia in borsa. Peccato si tratti solamente di uno studio di fase 1, su un campione limitato, senza peer-review, senza controllo placebo. Significa che prima di arrivare alla fase 3 e 4 manca almeno un anno e mezzo, se non di più, sempre che quei “risultati incoraggianti” non siamo semplicemente marketing».

Abbiamo intervistato Michele Polini, segretario dell’unione romana del Partito Repubblicano.

Ascolta l’intervista