Pezzulli sul BTP Futura: «Stato vende una put option sulla decrescita»

(Alliance News) – Lunedì partirà la collocazione del BTP Futura, titoli di Stato 100% retail, con cedole nominali crescenti nel tempo, calcolate sulla base di tassi prefissati che aumentano nel corso della vita del titolo. Il titolo avrà un importo minimo acquistabile pari a EUR1.000.

Per il BTP Futura, il Tesoro ha previsto un premio fedeltà – corrisposto solo a chi acquisterà il titolo nei giorni di emissione e lo deterrà fino a scadenza – che avrà un valore minimo garantito pari all’1% del capitale investito, ma potrà aumentare fino ad un massimo del 3% dell’ammontare sottoscritto, sulla base della media del tasso di crescita annuo del PIL nominale dell’Italia registrato dall’Istat.

Bepi Pezzulli – direttore del think tank Italia Atlantica, investment manager ed esperto di capital market – ha così commentato in esclusiva per Alliance News: “Il bond con coupon legato al Pil è una soluzione di funding che presenta luci e ombre. Il vantaggio è evidente. Si tratta di uno strumento perfetto per le esigenze di assets/liabilities management dell’emittente. Le liabilities salgono quando gli assets salgono. Questo è, di fatto, il modello operativo di un’assicurazione”.

“Ma la logica è analoga per lo Stato: il cost of funding sale quando l’incremento dell’attività economica produce un incremento del gettito di fiscale, e – di conseguenza – una maggiore capacità d’indebitamento dello Stato”.

“Teoricamente è una ottima operazione; si emette debito pubblico nozionale con un’assicurazione sulla recessione senza il costo della polizza. Il Mef non ha necessità di effettuare hedging sul rischio tassi, come ha dovuto fare in passato”, ha commentato Pezzulli.

L’esperto mette in evidenza le parti svantaggiose: “L’operazione però comporta anche due svantaggi. Il primo è una domanda: Perché l’Italia non ha emesso un GDP-linked bond 10 anni fa, ma ora? Il rischio è un effetto “signalling” ai mercati, che potrebbero temere un’asimmetria informativa sullo stato prossimo delle finanze pubbliche. Il secondo è il moral hazard, in quanto la struttura del bond incorpora un incentivo a non crescere o ad alterare le informazioni contabili. Curiosamente, la struttura del GDP-linked bond è l’opposto del bond indicizzato all’inflazione, che invece incorpora l’interesse dell’emittente a perseguire la lotta all’inflazione”.

“Da un punto di vista finanziario, lo Stato vende una put option sulla decrescita. Poiché il mercato prezza una decrescita dell’economia italiana molto alta, il risk premium incassato dal Tesoro è molto alto. La convenienza per lo Stato dipende quindi esclusivamente dal costo del capitale ex ante. In altri termini, l’emissione deve essere prezzata alla perfezione”, ha concluso Pezzulli per la nostra agenzia.

di Maurizio Carta; mauriziocarta@alliancenews.com