L’Intelligenza Artificiale applicata alla legge. Il terzo congresso sulla giustizia predittiva a cura di Luigi Viola

Quando si parla di Intelligenza Artificiale, si pensa subito a tecnologie all’avanguardia, a robot in grado di comprendere e decidere le azioni da compiere e di un mondo futuristico in cui macchine e uomini convivono.  In realtà, l’Intelligenza Artificiale e il suo utilizzo sono molto più reali di quanto si possa immaginare e vengono, oggi, utilizzati in diversi settori della vita quotidiana. Si tratta, tuttavia, di utilizzi meno invasivi di quello che si pensa o di quanto viene mostrato spesso dai film di fantascienza che hanno trovato nel tema dell’Intelligenza Artificiale lo spunto per molte serie più o meno di successo.

In sostanza, l’Intelligenza Artificiale è un ramo dell’informatica che permette la programmazione e progettazione di sistemi sia hardware sia software sia permettono di dotare le macchine di determinate caratteristiche che sono considerate tipicamente umane quali, ad esempio, le percezioni visive, spazio-temporali e decisionali.  Si tratta, cioè, non solo d’intelligenza intesa come capacità di calcolo o di conoscenza di dati astratti, ma anche e soprattutto di tutte quelle differenti forme d’intelligenza che sono riconosciute dalla teoria di Gardner, e che vanno dall’intelligenza spaziale a quella sociale, da quella cinestetica a quella introspettiva. 

Uno dei principali passi avanti nella storia dell’Intelligenza Artificiale è stata fatta quando si sono potuti ricreare degli algoritmi specifici, in grado di far migliorare il comportamento della macchina (inteso come capacità di agire e prendere decisioni) che può così imparare tramite l’esperienza, proprio come gli esseri umani.  Sviluppare algoritmi in grado di imparare dai propri errori è fondamentale per realizzare sistemi intelligenti che operano in situazioni per le quali i programmatori non possono a priori prevedere tutte le possibilità di sviluppo e le situazioni in cui il sistema si trova a operare. 

Tramite l’apprendimento automatico (machine learning), quindi, una macchina è in grado di imparare a svolgere una determinata azione anche se tale azione non è mai stata programmata tra le azioni possibili. Molte persone credono che l’uso di sistemi intelligenti sia relegato a particolari elite informatiche senza pensare che, invece, l’Intelligenza Artificiale sia abbondantemente utilizzata anche nel quotidiano

Ad esempio, i vari strumenti di riconoscimento vocale che sono regolarmente utilizzati, dagli smartphone ai sistemi di sicurezza, si basano su algoritmi tipici dell’Intelligenza Artificiale, in particolare quelli concernenti l’apprendimento automatico.  Se fino a pochi anni fa il principale problema di tutti gli scienziati coinvolti nella ricerca concernente, l’Intelligenza Artificiale era di poter dimostrare la realistica possibilità di utilizzare sistemi intelligenti per usi comuni, oggi che quest’obiettivo è ampiamente raggiunto, ci si chiede spesso quale possa essere il futuro dell’Intelligenza Artificiale. 

Sicuramente molta strada deve essere ancora fatta, soprattutto in determinati settori, ma la consapevolezza che l’Intelligenza Artificiale oggi rappresenta una realtà e non più un’ipotesi, i dubbi sono soprattutto relativi alle diverse possibilità di utilizzo dei sistemi intelligenti e al loro impatto sull’organizzazione sociale ed economica. E se da un lato l’entusiasmo per l’evoluzione tecnologica è sicuramente molto evidente in diversi settori, dall’altro, la paura che a breve le macchine potrebbero sostituire del tutto l’uomo in molti luoghi di lavoro si è insinuata in maniera sempre più insistente nelle menti di molti.

L’evoluzione tecnologica già in passato ha portato a sostituire la mano d’opera umana con macchine e computer che, in maniera più rapida e soprattutto più economica, è stato utilizzato in diversi settori.  Con l’uso massiccio dell’Intelligenza Artificiale sarà possibile perdere altri posti di lavoro ma è anche vero che si apriranno sempre più strade per la realizzazione di nuove tipologie di figure professionali

Ma il contrasto tra uomo e macchina è un settore molto più ampio che non è solo relativo all’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale e dei sistemi intelligenti, ma anche e soprattutto relativo alla morale e all’etica lavorativa e al corretto utilizzo delle macchine nel rispetto dell’uomo. Probabilmente la direzione che si prenderà non è ancora ben delineata, ma potrà portare a una nuova rivoluzione culturale e industriale.

In questa situazione, bene si inserisce il tema della c.d. Giustizia Predittiva, con un Congresso organizzato da Luigi Viola nei giorni 02 e 03 Luglio 2020, con la presenza di esperti Nazionali e Internazionali.

Ma che cos’è la Giustizia Predittiva? Si tratta di un nuovo approccio al diritto, che cerca di studiare e proporre la possibilità di prevedere l’esito di un processo, tramite algoritmi oppure tramite modelli informatici, tesi alla realizzazione di quella certezza del diritto come canone fondamentale di ogni sistema giuridico moderno. È fantascienza? Un algoritmo sostituirà Giudici e Avvocati?  Certo che no! 

In realtà, il tema è piu semplice: il futuro è già qui, anche se ancora in via sperimentale, l’informatizzazione del sistema giustizia è già realtà.  Ogni nuova esperienza, proprio perché poco conosciuta, ci pone davanti a dubbi e a  interrogativi, ma il progresso e lo sviluppo non possono essere fermati. Abbiamo intervistato Luigi Viola.  

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