Punto e Mes

Uno si aspetterebbe che in questa fase la politica mettesse al centro del dibattito le misure per il rilancio dell’economia e dell’occupazione, ormai è certo che vi sarà una proroga del termine del 31 agosto per il blocco dei licenziamenti con i relativi ammortizzatori sociali, in questa fase provvedimenti necessari ed auspicabili, ma una strategia di medio periodo che delinei delle politiche anticicliche per ora non si intravede. 

L’ombelico del mondo per la politica italiana in questi giorni è la ormai arcinota vicenda del ricorso al Meccanismo Europeo di Stabilità, ebbene sì con i problemi che abbiamo, dal tracollo della domanda nel settore di servizi, al rischio di desertificazione industriale, la madre di tutte le questioni è il MES. 

In Italia c’è una pericolosa tendenza della discussione pubblica al feticismo, diciamola meglio a trasformare questioni che richiederebbero di essere affrontate pragmaticamente in simboli, in bandiere da impugnare, è un atteggiamento deleterio, si perde il senso del merito e si finisce per affrontare un tema solo in termini ideologici, il che, inevitabilmente, allontana da qualsiasi ragionamento costruttivo.

Ieri il Segretario Nicola Zingaretti ha lanciato un ultimatum agli alleati del M5S che, per tutta risposta, dopo aver solennemente riunito la delegazione di governo, hanno detto picche, con il premier subito allineato sulla posizione del suo partito, del resto è o non è una grande risorsa dei progressisti italiani? Sembra che questa netta posizione di Zingaretti sia destinata a divenire l’ennesimo penultimatum che lascia il tempo che trova.

Nel frattempo i detrattori del MES continuano a porre una questione su tutte, il Fondo Europeo erogherebbe i 36 miliardi spettanti all’Italia ad un tasso estremamente vantaggioso ma a fronte di un riconoscimento di quel credito come privilegiato, questo inevitabilmente comporterebbe un aumento dello spread, la risposta prevalente è che stiamo parlando di una cifra irrilevante rispetto allo stock del debito ed allo scostamento di bilancio complessivo che sarà necessario quest’anno per far fronte alla crisi covid, ma se è irrilevante perché ci viene presentata come una panacea di cui vi è necessità urgente? In ogni caso la risposta prevalente da parte di autorevoli economisti è si, ma no, forse, lo scopriremo vivendo…

L’eventuale impatto del prestito MES sullo spread è centrale, il vantaggio di ricorrere al Meccanismo di Stabilità in alternativa al mercato è essenzialmente che quel denaro costerebbe meno, in base alle stime del Ministero dell’Economia per l’Italia sarebbero 500 milioni l’anno di riduzione dei costi sui tassi di interesse, ma se vi fosse un’oscillazione, anche solo di alcune decine di punti, questa cifra si ridimensionerebbe.

L’alternativa proposta è continuare a finanziarsi in deficit sostenuti dalla banca centrale, non è affatto una proposta eccentrica è ciò che stanno facendo tutte le grandi economie, addirittura la Federal Reserve acquisterà direttamente sul mercato corporate bond.

Rimane il punto che in stiamo sempre parlando di debito pubblico, che nell’attuale assetto delle istituzioni monetarie europee prima o poi costituirà un problema, l’unica soluzione è il mix contributi prestiti del Programma Next Generation della Commissione, che però, se tutto andrà bene, vedrà la luce il prossimo anno. 

Insomma le perplessità avanzate da chi propone l’uso di questo strumento sono tutt’altro che infondate, anche se, in un Paese normale, un Governo magari ricorrerebbe subito a quelle risorse rendendo immediatamente operativo un piano di riqualificazione del sistema sanitario, soprattutto delle strutture, generando così anche un effetto moltiplicatore, e inizierebbe una battaglia senza quartiere a Bruxelles per ottenere il prima possibile e nella quantità maggiore i contributi europei, eventualmente usando questi, o una parte, per estinguere anticipatamente il prestito MES liberandosi del presunto “ cappio al collo”.

Quello che invece proprio non si capisce, ma è un mio problema sicuramente, è il M5S, infatti mentre la ministra Catalfo si sta attivando per ottenere i fondi Sure, anche quelli se tutto va bene si vedranno il prossimo anno, i suoi colleghi promettono di fare le barricate contro il MES, cose che succedono quando ti ritrovi un partito tutto ideologico, la cui identità è fondata sul nulla e con una classe dirigente costituita da improvvisati dilettanti allo sbaraglio.