Le stime pessimistiche

Nemmeno un mese dalla relazione del Governatore di banca d’Italia, il Fondo monetario internazionale ha corretto al ribasso le stime di Visco, un nove per cento che diverrebbe già il 12,8 per cento per un valore di 25 mila miliardi. Visco aveva descritto una crisi epocale salvo poi ritenere che il Pil già l’anno successivo a legislazione vigente sarebbe stato riassorbito della metà. Ora questa crisi epocale sembrerebbe essersi risolta già in un anno, poi ecco le complicazioni dello FMI. L’ineffabile ministro Gualtieri ha parlato di stime pessimistiche. Non disponendo di un esperto di dati come Arcuri, non sapremmo dire chi ha ragione. Il problema infatti non sono le stime ma la realtà di un paese che ancora non si è rimesso in moto ed un governo che gira i pollici. Questo quando vi sono imprenditori nell’alimentare, nello sport, nel teatro che ti dicono che la loro produzione sarà zero e che non hanno nessuna intenzione di riaprire. Altri hanno riaperto e sono in perdita. La ragione è che non basta togliere il blocco delle attività serve anche la fiducia, cosa che il governo si guarda bene dal dare. Questo è il governo della repressione non della ripresa. Soffocate le previsioni del suo comitato scientifico sulle terapie intensive stracolme con la fase due, si sono infrante persino le speranze sui fascisti che il due giugno non hanno rispettato le consegne di distanziamento, erano tutti asintomatici. Al regime televisivo non resta che sparare servizi sull’America sul Brasile, su un mattatoio in Germania, sullo sternuto in Africa, per alimentare le paure della gente. Il governo non è riuscito ad impedirci di andare al mare ma si ostina a proibire il beach volley. È pericolosissimo il beach volley, sono milioni i contaminati passandosi la palla, andate a guardare il volto dei cadaveri, tutti giocatori di beach volley. Di questo passo, a legislazione vigente, un altro mese lo FMI, a dispetto dell’incredulo Gualtieri, toglie altri 4 punti al pil. Teniamoci stretto un simile governo che è una garanzia per il disastro.