Ustica. Basta con l’ipocrisia e i finti appelli alla Verità

Dopo 40 anni dal disastro di Ustica, continuano i rituali degli appelli alla ricerca della verità. La televisione di Stato manda in onda i soliti filmati, si incontrano i familiari delle vittime in modalità covid19 si apre il museo della memoria, qualche carica dello Stato va in pellegrinaggio a Bologna a annunciare impegno e trasparenza nella ricerca della verità ma di concreto nulla se non dichiarazioni di rito. Perché una democrazia dopo 40 anni non riesce a dire la verità definitiva su questa vicenda ai suoi cittadini e sopratutto ai familiari delle vittime? Non mi avventuro a sostenere una tesi pur avendo visto carte molto importanti che sembravano dire una parola definitiva sulla vicenda. Cose su cui si impegnò a suo tempo il sen. Stelio De Carolis. Quella pista del terrorismo e della bomba è da tempo stata accantonata eppure i vertici dell’Areonautica e i servizi segreti la caldeggiavano. Poi, si fece strada la via del teatro di guerra in cui un missile francese
che inseguiva un caccia libico, poi, un aereo con Gheddafi a bordo abbia colpito il DC 9 italiano abissatosi nel mare di Ustica. La teoria sul caccia libico precipitato in Calabria. È ogni pista era accompagnata da depistaggi. Perché una democrazia dopo 40 non deve fare chiarezza definitiva e riaprire le ferite che poi, sono la vergogna di chi sa e non vuole parlare.
Il problema è semplice, è ora di finirla con l’ipocrisia. Chi è che secreta gli atti? Sopratutto chi può renderli pubblici? Gli appelli del capo dello stato e del presidente della Camera che chiedono, uno che venga fatta giustizia e l’altro che annuncia che verranno messi online sul sito della Camera i documenti dissequestrati fino ad oggi, cioè quelli che non dicono nulla di definitivo o che hanno depistato le indagini. Si dissequestri tutto, e il governo chieda agli alleati di dire la verità definitiva su questa vicenda.
Qualunque sia. Perché non lo fa? Scommetto che se fossero stati coinvolti gli USA avremmo già la verità. Quindi basta con questi appelli da ipocriti, i famigliari delle vittime meritano la verità non promesse e appelli rituali.