Una nazione di carta

L’emozione politica più grande è dentro il cuore, come un immenso cielo limpido, come un vibrare di corde interiori, come l’origine di tutto, come una luce intensa, come un big bang, come questo velo di stelle nella notte, come un’improvvisa verità (con la V minuscola), come un suono armonico di voci, come una lontana musica d’orchestra sinfonica, come una paura disvelata, come un sogno, come Te che credi ancora nell’ideale repubblicano, mazziniano, corsaro. La rivoluzione corsara parte dal cuore, dalla memoria, dalla cultura, dall’arte, dalla bellezza per restituire all’Italia la propria vocazione ad essere riconosciuta e definita in tutto il mondo come il Belpaese ma, allo stesso tempo, è necessario compiere un coraggioso salto di qualità e di sistema, tale da condurre la nostra vita politica a un vero e proprio cambio di paradigma. Per gli Stati Uniti d’Europa. Ripartiamo dalle parole, dal significato dei vocaboli, dal lessico, dal significante, dall’etimologia. La lingua italiana è l’identità stessa del nostro Paese e si raffigura nella visione di un Veliero diretto verso la libertà, l’umanità, l’universalità. Senza la riscoperta della lingua italiana non potremo compiere tale rivoluzione politica. Perché la rivoluzione armonica comincia proprio dalle parole, dal senso e dal significato che diamo alle parole, dai concetti che esse esprimono, dal senso originario e originale che sapremo dare per ricostruire il linguaggio politico. Perché l’Italia è definita “una nazione di carta”, cioè nata e formatasi nella letteratura, nella poesia, attraverso la lingua italiana. È l’italiano che custodisce la nostra storia e rappresenta l’unità nazionale. Nel mare delle incertezze, che la navigazione porta con sé, quindi, i Corsari si propongono di favorire ogni cittadino nel proprio percorso di realizzazione permettendo a tutti l’accesso a una maggiore coscienza e conoscenza di sé e del mondo, così che ciascuno possa trovare ed esprimere al meglio il proprio talento affrontando, in modo più autonomo e consapevole, la complessità della nostra epoca. È la premessa per il diritto umano alla conoscenza.