Un errore di valutazione

Bisogna saper riconoscere i propri errori di valutazione e dobbiamo ammettere di aver sottovalutato l’esprit de finesse del governo. Abbiamo creduto che un tanghero come il presidente del Consiglio con il suo gabinetto di sperimentazione sui topi, trovasse un piacere nella mortificazione del paese, per elevarsi su di esso come Nerone si elevava sulle macerie di Roma. Un errore grave perché si da troppa importanza a Conte che per la verità non conta niente. Conte lo ha descritto bene il presidente dell’alde Verhofstad quando gli diede del burattino. Conte è il burattino di Grillo e Grillo non è un tanghero per niente, Grillo è un fine umorista. Il tratto distintivo di questo governo non è dunque il nichilismo contiano per cui si sanno solo prendete misure repressive e tenere paternali. Il tratto distintivo di questo governo è l’umorismo, la presa in giro degli italiani. Intanto gli abbiamo dato un premier che poteva essere anche il loro tabaccaio quando questi avevano pur sempre preferito delle eccellenze, da Ciampi a Prodi da Berlusconi a Monti, piacessero o meno poi li si è chiusi in casa come manco sotto i bombardamenti, infine li si deride apertamente con il miraggio della ripresa. Faremo la scuola fuori dalla scuola dice il ministro Azzolina e di sicuro lei l’ha già fatta eccome. Fanno scuola quelli che sono andati a comprarsi le biciclette convinti che il governo gliene rimborsi il sessanta per cento o i poveretti invano impegnati ad attivare un bonus vacanze che mai gli sarà riconosciuto. Ma anche all’INPS ci si diverte non poco con l’abbiamo riempito gli italiani di soldi quando la metà manco sono riusciti a richiederli. Grillo si sa è un burlone. Aveva portato un modellino di un carcere in TV per spiegare cosa sarebbe successo alla classe dirigente del paese una volta preso il potere. Bisogna dire che è andato anche oltre ai suoi propositi condannando tanti disgraziati. Chissà cosa succederà a lui conclusa questa follia. Perché state sicuri si conclude.