Forse, un pochino, domani, chissà

Per assumere i veri panni di un dittatore, che pure per indole gli starebbero a pennello, il professor Conte dovrebbe aumentare il piglio decisionista che ahilui gli manca completamente. Prendiamo la sua frase tipo post stati Generali, indice delle profonde capacità riflessive del premier. Stiamo discutendo di abbassare l’IVA di un pochino, questo sarà il tema della prossima settimana. Solo uno psicologo di chiara fama potrebbe assicurare che in questo modo Conte vorrebbe la riduzione dell’IVA, perché sulla base dell’analisi logica di una simile dichiarazione non se ne scorge alcuna traccia. La volgare analisi logica direbbe che il premier non sa che fare, come spesso d’altra parte si è evidenziato e in ampi contesti escluso quello repressivo. Qui Conte ha dato davvero il meglio di sé. Il suo è l’unico governo della storia democratica in cui la polizia insegue coloro che fanno footing sulla spiaggia, quando la gente gira a volto coperto per le strade. Se poi la sua maggioranza non ha trattenuto una qualche riprovazione nei confronti della proposta, che non c’è, questo lo si deve al fatto che sia nel Pd che nei 5 stelle davvero non se ne può più di Conte. Il Pd zingarettiiano ha già messo nero su bianco di sopportare il premier solo per assenza di alternative. I 5stelle con Casaleggio e di Battista vogliono buttarlo direttamente a mare e chi se ne frega. Per questo potrebbe sorprendere il sostegno inaspettato di Salvini. Solo Salvini si è premunito di dire davanti al silenzio della Meloni e la stroncatura di Berlusconi, che la lega sostiene qualsiasi abbassamento delle tasse. Chi si è amato una volta si ama per sempre.