Doppio errore di Salvini

Il senatore Salvini si è accorto di aver sbagliato promettendo al governo sostegno in caso di riduzione dell’IVA e allora ha commesso un secondo errore dicendo che il governo ci aveva ripensato. Per la verità il governo non aveva proposto niente se non una discussione sulla riduzione dell’IVA per la prossima settimana. A vedere il governo non sembrerebbe che ci troviamo di fronte alla crisi epocale descritta dal governatore Visco. Il governo pensa infatti ad una riduzione del costo del lavoro non al problema della già avvenuta riduzione del lavoro. Di conseguenza rispolvera un vecchio cavallo di battaglia, quello di inasprire la lotta all’evasione, quasi che il blocco di tre mesi dell’attività economica non avesse provocato particolari danni. Se le proposte del governo fossero adeguate, abbiamo una crisi passeggera, tale che già il Pil dimezzerà le perdite nel corso del prossimo anno. Non c’è nessuna ragione per cui Salvini si preoccupi di collaborare con il governo, così come non si capisce perché il governo dovrebbe chiedergli collaborazione. Il governo ha affrontato l’emergenza da solo e il paese ne è uscito e ne uscirà bene, Salvini non ha speranza. Lo si capirà dalle prossime regionali quale è la sensibilità del paese. La coalizione di governò avrà quel successo che è mancato nelle precedenti regionali e Conte potrebbe convocare nuovamente gli stati generati o quello che vuole per fare passare spensieratamente il tempo, tutto sta andando per il meglio, gli americani ci invidieranno. Beati gli italiani che hanno tali fenomeni di governanti invece di quel ciccione di Trump. Se invece mai avvenisse, cosa incredibile, che nonostante tutti i suoi errori e i suoi torti Salvini risultasse come nelle passate regionali il partito di maggioranza relativa del Paese, avremmo un piccolo dilemma. Quello di una democrazia dove perdurerebbe un governo che comprende tutti i partiti minori contro quello più votato dalla popolazione.