Conclusione degli Stati Generali

Quando re Luigi si accorse di aver commesso un errore nel riconvocare gli stati generali cacciò Necker che li aveva suggeriti e li sciolse. Il Terzo, forte di 5OO deputati eletti più cento parroci del clero e una sessantina di nobili fra cui il cugino del re invase la spoglia sala della palla corda e si istituì in assemblea nazionale. Il conte di Artois, fratello del re, disse che avrebbe giocato a palla e la regina convocò il vecchio maresciallo Bruille perché Parigi era insorta. Si capisce insomma che gli stati generali erano un affare serio, tanto da chiedersi perché mai il premier ha voluto mettere in piedi una simile farsa. Altresì non si capirebbe perché il governo abbia commissionato un piano a Colao, se non c’era urgenza ed intendeva allestire il baraccone degli Stati Generali. In realtà le due cose si tengono gli stati generali si sono convocati per sbarazzarsi del piano Colao. Ma questo verrà ricompreso nel prossimo piano di settembre. E allora bastava un parere non un piano. Colao si diceva non è come Bailly e la deputazione di Parigi se n’è tornato a Londra. Solo il suo nome faceva ombra a Conte perché il piano lo deve scrivere lui altrimenti tanto varrebbe che il premier lo avesse fatto Colao. E bisogna credere volentieri che Conte forte della settimana di consultazioni arricchito da preziosi suggerimenti scriverà un piano meraviglioso di cui tutti saremo ammirati. Il Piccolo problema è se poi una maggioranza che a giugno non sa se sostenere il mes o meno a settembre sia in grado di condividere un intero piano . Questo il difetto del piano Colao, per essere approvato occorreva andare in Parlamento e cercare consensi fuori dalla maggioranza. Il che non ci dice della vanagloria del buon Colao ma della inconsistenza politica dell’attuale coalizione. Più facile che a settembre con il piano meraviglioso del premier avremo la crisi. Oppure un piano talmente ridicolo che l’Europa ci chiuderà le porte in faccia.