Pelonzi: «Raggi ha cancellato l’Estate Romana, l’identità della città»

(DIRE) Roma, 20 giu. – “Ieri la Sindaca Raggi ha presentato il nuovo contenitore culturale ‘Romarama’ dentro il quale finirà l’Estate Romana. Credo che se fossi stato presente all’annuncio del nome Romarama avrei avuto la reazione di Nanni Moretti in ‘Palombella rossa’ allorche’ a suon di ceffoni tentava di spiegare l’importanza del linguaggio. Gli antichi romani dicevano nome omen: il nome e’ un presagio. Infatti non solo è pericoloso cancellare il nome Estate Romana in quanto brand consolidato ed efficace commercialmente, ma è ancor più pericoloso voler cancellare con quel nome una parte importante dell’identità cittadina”. È lo sfogo del capogruppo del Pd in Campidoglio, Giulio Pelonzi, interpellato dall’agenzia Dire sulla novità estiva annunciata ieri dalla sindaca Virginia Raggi.

«Nella conferenza stampa di ieri la Sindaca ha parlato di ‘svolta culturale’. L’Estate Romana di Nicolini dagli anni Settanta fu una svolta culturale che identifico’ Roma come
comunita’ sociale moralmente libera, inclusiva e pronta a guardare al futuro con speranza- puntualizza Pelonzi- Qual è il nuovo modello culturale che la Raggi propone? Esiste davvero? Perché di fronte alla scelta di un nome così importante non si è sentito
il bisogno di ascoltare la città? Magari attraverso un concorso di idee che avesse al centro l’espressione di quei valori di progresso che l’Estate Romana contempla. Cosa caratterizza Roma al tempo della Raggi? Parafrasando Eco, forse di Roma è rimasto soltanto il nome: ‘Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus‘».