Scenari politici: cambiare o degradare

Sin dal giorno del loro enfatico annuncio ho ritenuto che gli Stati Generali non avrebbero fornito nessun rilevante chiarimento sulle prospettive politiche, e sui provvedimenti programmatici da mettere in pista per raddrizzare prima, e rilanciare poi il futuro dell’Italia; purtroppo incombe sempre l’evenienza che il Paese possa imboccare un pernicioso e violento piano inclinato. Senza una sterzata ed una raddrizzata dell’attuale sconquassato sistema politico, fosche nubi si potrebbero addensare sulle possibilità di utilizzo da parte dell’Italia delle risorse finanziarie comunitarie messe in campo dal Recovery fund. E ciò perché, a bocce ferme, appare molto complessa la possibilità che si realizzi un efficace e consistente accordo programmatico di elevato profilo tra M5S e PD; a meno che il ripetuto impegno espresso in questi ultimi giorni dal premier Conte di voler imprimere una drastica svolta nel governo del Paese non produca comportamenti conseguenti. Cambiare radicalmente la cultura politica, o uscire di scena; questa è la sola prospettiva maestra sulla quale possa incamminarsi il Presidente del consiglio nel prossimo autunno. Il programma di risanamento, di rinnovamento, e di rilancio che ha dichiarato di voler presentare a settembre è la concreta opportunità disponibile per dimostrare di voler governare con efficacia le prospettive del l’Italia. Rispetto a questa ipotesi politica non si intravedono alternative serie, credibili, autorevoli; il nodo da sciogliere, e non è facile, è come si possano creare le condizioni perché ciò possa avvenire. Nel centro destra che conosciamo appare ormai incontrovertibile l’insussistenza di una adeguata cultura di governo, nonché di leader (uomini e donne) in grado di gestire un consistente, complesso ed ambizioso progetto idoneo a produrre il cambiamento ed il rinnovamento radicale dell’Italia. Due forti negatività, M5S – PD da un lato, ed attuale centro destra dall’altro, non possono, mettendosi insieme, partorire la soluzione di governo oggi necessaria ed essenziale per il Paese. E questo rende complessa e difficile ogni eventuale sollecitazione di coinvolgimenti esterni. L’azione politica pertanto non può che concentrarsi sull’obiettivo di come rendere possibile e realizzabile (ripeto, impresa ardua) il progetto di governo prospettato dal premier Conte per il prossimo autunno. Ciò necessariamente richiede che si possa solidamente stabilizzare per il medio termine l’azione politica della maggioranza parlamentare. Questo obiettivo passa per la convergenza chiara e convinta del M5S su un programma di riforme che recepisca le linee di riferimento elaborate in sede comunitaria, e che possa quindi consentire all’Italia di accedere a pieno titolo ai finanziamenti a fondo perduto previsti dal Recovery fund. Oggi il M5S è di gran lunga il primo raggruppamento politico in Parlamento; e la dialettica democratica dei sistemi istituzionali Parlamentari postula che la componente di maggioranza relativa si assuma l’onere di garantire l’efficace e proficuo lavoro del governo, per l’obiettivo primario del bene del Paese tutto. L’attuale complessa, confusa, e per molti versi incomprensibile dialettica che al momento si svolge nel #M5S è spesso fonte di discrasie, e di indeterminatezze nell’enucleazione degli obiettivi strategici e strutturali oggi vitali per superare la crisi sistemica dell’Italia. Si pone in sostanza ,ora, per il #M5s la necessità di risolvere rapidamente questa situazione di indeterminatezza politico-programmatica, perché essa finisce per sfiancare e limitare l’efficacia dell’azione del governo in carica. Ciò può avvenire, oggi, solo attraverso l’assunzione diretta di Beppe #Grillo della guida politica del Movimento; altre soluzioni pasticciate, peraltro già sperimentate, non danno alcuna prospettiva di efficace risposta al problema. Dovrà essere il leader a farsi carico di indicarne una marcata caratura politica e programmatica europea, con solido aggancio geopolitico occidentale; nel contempo Grillo dovrà anche portare a compimento la collocazione del M5S caratterizzata e definita, nell’ambito delle famiglie politiche europee. Ovviamente l’auspicio è che ciò avvenga nell’ambito del contesto Liberal – democratico; soluzione questa utile in funzione dell’ammodernamento del sistema politico italiano.