Pezzulli ad Alliance: «All’Italia chieste riforme per accesso ai fondi»

(Alliance News) – In vista del Consiglio Europeo di venerdì, sale l’attesa su quelli che potranno essere gli sviluppi di un vertice tanto atteso, non solo per quanto riguarda il Recovery Fund, ma anche su quello che sarà il posizionamento dell’Unione Europea su altre questioni correnti, quali Brexit e Russia.

Sul Recovery Fund, nello specifico, sono filtrate le raccomandazioni da parte di Bruxelles affinchè l’Italia possa avare accesso ai fondi messi a disposizione dal piano di ripresa dell’Unione Europea.

Bepi Pezzulli – direttore del think tank Italia Atlantica, investment manager ed esperto di capital market – ha così commentato in esclusiva per Alliance News: «Il Consiglio europeo di domani non può essere risolutivo sul Recovery Fund, perchè per il voto sul Quadro Finanziario Pluriennale manca la proposta formale del Presidente Charles Michel. Nel frattempo sono però filtrate le raccomandazioni della Commissione all’Italia per avere accesso ai fondi Next Generation UE».

«Si tratta, di fatto – prosegue Pezzulli -, di un programma di riforme strutturali incisive per ridurre la spesa pubblica, combattere l’evasione fiscale, modernizzare il mercato del lavoro, riformare la giustizia civile, tagliare la burocrazia, ristrutturare il sistema bancario. Mentre l’UE chiarisce l’ovvio, in Italia continua il dibattito. Mi sembra la politica del surreale, dove tutti fanno polemica e nessuno legge le carte».

«All’ordine del giorno di domani ci sono anche Russia e Brexit. Va deciso il rinnovo delle sanzioni economiche alla Russia, che scadono il 31 luglio. Sul punto sarebbe opportuna una forte presa di posizione sull’automatismo del rinnovo per contenere le notevoli inclinazioni, trasversali in Europa, a concedere indulgenze a Vladimir Putin. La Russia continua ad essere una fonte di tensione nelle relazioni internazionali e non c’è ragione per aprire alla Russia, pregiudicando le alleanze strategiche – delle quali evidentemente la Russia non fa parte», ha sottolineato Pezzulli.

«Il negoziato Brexit come noto è in stallo. Il negoziatore UE Michel Barnier ha insistito per condizioni inaccettabili sull’allineamento regolamentare e sull’accesso alle acque di pesca britanniche. Sul ‘level play field’ in particolare, Barnier ha respinto la proposta UK per ovvie condizioni di reciprocità, insistendo che l’allineamento regolamentare va in una sola direzione: gli inasprimenti normativi Ue andrebbero recepiti del UK, ma non viceversa. Mentre sulle acque di pesca, Londra ha offerto lo stesso accordo vigente tra UE e Norvegia, diritti di pesca basati sul criterio scientifico dell’attaccamento zonale, piuttosto che sul criterio politico delle quote annuali predefinite, che mette a rischio lo stock ittico” ha proseguito il direttore di Italia Atlantica.

Il negoziato verrà escalato a livello di vertice, saranno quindi Boris Johnson e Ursula Von der Leyen a dover avere l’ultima parola. Aprire a Putin e chiudere a Johnson non mi sembra il percorso più in linea con la realtà del mondo», chiosa Pezzulli.