Qualcosa di marcio

È per lo meno curiosa la replica del presidente del consiglio alle contestazioni del presidente di Confindustria. Conte le ha derubricate ad ansia di prestazione. In pratica se uno contesta l’operato del governo, non è che questo possa essere dovuto ad una visione diversa dei problemi, ma al fatto che chi contesta è turbato psicologicamente. Per trovare un precedente dobbiamo rievocare Stalin, chi gli si opponeva era pazzo. Ora speriamo che Conte non voglia anche ripercorre la pratica staliniana di perseguitare gli oppositori, ma guardate che poco ci manca. È pur sempre il premier che a reti unificate ha attaccato i capi dell’opposizione a cui poi va a chiedere solidarietà. Il presupposto del buon governo non è l’accusa rivolta ai propri avversari ma il dubbio sul proprio operato. Un dubbio che dovrebbe sorgere spontaneo dopo la lettura del rapporto dell’istituto sanitario nazionale sui morti di covid per età e regione
A leggerlo non c’era ragione di impedire di mettere i tavolini fuori in Calabria e forse nemmeno di bloccare tutto un paese per tre mesi. Sarebbe stato sufficiente preoccuparsi della popolazione anziana e quella con patologie gravi. Ma ammettiamo volentieri lo scrupolo del governo di trovarsi di fronte ad un fenomeno nuovo e sconvolgente se però poi uno ti dice non stiamo a perdere altro tempo non è che ti puoi indispettire. Non c’era bisogno di convocare Bonomi è mesi che conosciamo il suo pensiero. Ora conosciamo anche quello di Conte su Bonomi, deve essere pazzo perché lo contesta. La stessa reazione il premier la ha avuta alle telecamere che lo inseguivano mentre la folla a Roma si era riunita senza mascherina per prenderlo a pernacchie. È incredibile è impossibile si lamentava il premier. Stia sereno, sicuramente erano dei pazzi amici di Bonomi.