In ricordo di Mariano D’Ayala

Il 14 giugno 1808, a Messina, nasce Mariano d’Ayala. Figlio di un ufficiale borbonico, allievo della Scuola Militare Nunziatella, nel 1829 è nominato alfiere del reggimento “Re Artiglieria” di stanza a Gaeta e nel 1835 è chiamato alla Direzione generale dell’Officio dei corpi facoltativi. Autore di scritti in materia militare, dal 1837 insegna balistica e geometria descrittiva alla Nunziatella. Denunciato dai superiori per la frequentazione di ambienti murattiani, nel 1843 viene allontanato dal collegio militare, per cui si dedica agli studi militari. Arrestato più volte, viene nominato intendente dell’Aquila durante il governo costituzionale. Con la restaurazione, su invito del Montanelli, si reca a Firenze, dove è nominato Ministro della Guerra, fonda il liceo militare, il Corpo dei veliti, prepara la costituzione militare (codice militare), e si distingue nell’opera di ricostruzione dell’esercito. Trasferitosi a Torino, nel 1858 è nominato insegnante di storia e geografia nel Collegio nazionale di Torino e assume la direzione della Rivista Militare e della Gazzetta Militare mentre l’anno successivo è chiamato dal governo provvisorio toscano alla cattedra di storia ed arte militare dell’Istituto superiore di Firenze. Amnistiato, nel 1860 rientra a Napoli dove svolge propaganda anti borbonica tra i militari. Nominato Generale e Comandante della Guardia Nazionale di Napoli da Garibaldi, transita nell’Esercito Italiano col grado di maggiore generale, prima come membro del Consiglio superiore degli istituti militari, poi come comandante della brigata “Reggio” e capo della sottodivisione militare di Caltanissetta, fino al collocamento a riposo a domanda nel 1867. Deputato di sinistra, poi Senatore, consigliere, vice-sindaco ed assessore a Napoli, aderisce alla Massoneria e nel 1867 rappresenta la Loggia “Bandiera e Moro” di Firenze alla costituente massonica di Napoli. Muore a Napoli il 26 marzo 1877.