Tintinnio di manette

Per come conosciamo i magistrati non ci sarebbe niente di speciale se l’avviso di garanzia al presidente del Consiglio, al ministro degli Interni, al ministro della salute, arrivasse nel bel mezzo degli Stati generali. Anche la Giustizia vorrebbe essere rappresentata in ghingheri e pompa magna, incipriata e imbellettata come Luigi sedici si presentò ai suoi sudditi convocati a Versailles, mica solo Conte. Magari proprio mentre si dà la parola alla signora von der Layen, nella sala si sparge la voce dell’avviso al premier. Questa si che sarebbe un’ entrata in scena ad effetto degna degli eredi di Mani Pulite. Avete dimenticato i giudici per i virologhi? Avete sbagliato eccoci. Ora se nella maggioranza e nel governo avessero dimestichezza delle questioni costituzionali non batterebbero ciglio. Scusate signori magistrati in base all’articolo sedici non si può istituire una zona rossa, per la semplice ragione che esso vieta la circolazione e l’ingresso, non l’uscita. Mai il governo dovesse ritenere un’area del paese contaminata, non potrebbe mai pretendere di rinchiudervi la gente che la popola, ma dovrebbe farla evacuare, altrimenti i costituenti con l’articolo sedici avrebbero re-istituito il ghetto di Varsavia. Vi sarebbe poi da aggiungere che la zona rossa comporta un problema militare, perché nel momento in cui costringi una parte della popolazione ancora sana a restare in un’area contaminata è meglio che chiami i paracadutisti ed i carri armati. Infatti il governo giustamente non aveva l’autorità per fare una zona rossa e quando gli è stato chiesto imprudentemente di attivarla, non l’ha fatto, ha detto non vi preoccupate siete al sicuro. Se il governo non avesse istituito le zone rosse ora potrebbe dire ai magistrati. la costituzione repubblicana ce lo vietava e noi abbiamo giurato sulla costituzione. Il governo sarebbe uscito a testa alta qualsiasi azione avesse intrapreso la magistratura. Cosa è successo invece? Che il governo è tornato sui suoi passi spinto dal panico, ha istituito le zone rosse in ritardo, non si è preoccupato di presidiarle, le ha istituite a singhiozzo via via che il panico si diffondeva e la gente scappava, ha dimenticato di fermare i treni quando è arrivato a chiudere tutta la Lombardia e finalmente ha chiuso tutto il paese, a babbo morto. Se avesse avuto ragione Lo Palco, saremmo tutti morti grazie a questo governo che davanti ad un focolaio a gennaio chiude tutto a marzo, due mesi dopo. Fortuna vuole che Lo Palco non sa di che parla e che il il governo ha una sola responsabilità nell’aver violato la costituzione e di mancato allarme. Il problema è che nel mondo democratico dalla Corea del sud al Brasile, vi sono state due reazioni alla pandemia. O si chiude tutto subito al primo focolaio o non si chiude niente. Nessuno ha proceduto come l’Italia e nessuno si trova infatti nelle condizioni dell’Italia che al numero di morti ha riportato il paese economicamente al tempo agli Stati generali, 1789. Divertitevi a villa Madama, c’è aria che sia l’ultima volta.