Piano e contropiano

Avevamo quasi dimenticato la task force del dott. Colao, persi fra la moltitudine di esperti, frustrati ed ansiosi come eravamo di conoscere i responsi dell’oracolo che tutto decideva delle nostre vite, il Comitato Tecnico Scientifico, che comunicava quali attività economiche potessero ripartire e quando, se fosse possibile oppure no riaprire le scuole, ecc… senza peraltro poter conoscere i criteri che portavano alla maturazione di una decisione piuttosto che di un’altra, del resto decideva il Comitato, ipse dixit. Insomma in tutto ciò avevamo perso di vista il Comitato di esperti in materia economica e sociale, che imperterrito ha continuato a lavorare. La task force non manca certo di intuito nel gestire la propria comunicazione, il Piano, quello Colao, mi raccomando non confondiamoci con quello di Rinascita, non quello di Licio Gelli, quello di Conte, è stato annunciato proprio mentre la politica italiana discuteva della convocazione degli Stati Generali dell’Economia. L’Esecutivo, dopo un acceso dibattito interno sull’agenda, ha finalmente deciso che dovrebbero tenersi a partire da giovedì 11, precisando che il “Piano Iniziative per il rilancio 2020-2022 “, il Piano Colao, sarà un contributo ed uno stimolo per il lavoro con le parti sociali ed i partiti di opposizione, ma non l’elemento centrale della discussione.
Veniamo ai contenuti del documento, si tratta di 121 slides che affrontano tutti i temi chiave dell’economia italiana, le schede elencano i diversi settori economici proponendo una sintetica analisi del contesto, che si è determinato con la crisi covid 19, e formulano alcune proposte di intervento che dovrebbero risolvere le criticità.
Naturalmente si va anche oltre la contingenza, vengono proposti interventi di riforma della Pubblica Amministrazione, semplificazione delle procedure, modernizzazione delle strutture organizzative ecc… oltre ad alcune misure che riguardano la sanità più attinenti all’emergenza covid. Su un piano più generale il documento affronta il tema del rafforzamento delle risorse umane, anche in chiave di occupabilità, riguardo le PMI si prevedono importanti agevolazioni fiscali volte a favorirne la patrimonializzazione, politiche di filiera per il trasferimento tecnologico e per il sostegno delle imprese meno strutturate. Il documento colma una lacuna che ha caratterizzato tutti i provvedimenti del Governo, sin ora infatti sono state sostanzialmente ignorate le start up innovative, a meno che non vi inventiate un videogame…, prevedendo specifiche misure per queste imprese. Il piano poi non trascura interventi per le pari opportunità e la conciliazione dei tempi di lavoro. Infine si occupa anche di infrastrutture individuando le priorità per il rilancio di un settore chiave come quello delle grandi opere.
Si tratta di un lavoro completo e di prospettiva strategica.
Il limite del documento è, bisogna riconoscerlo, che da un Comitato Tecnico ci si sarebbe attesi più concretezza, infatti vengono date indicazioni di sistema ma non si precisa in modo dettagliato con quali risorse finanziarie si dovrebbero realizzare le misure. Il documento affronta anche temi politicamente molto sensibili, come la proposta di prorogare le attuali concessioni pubbliche per la gestione della rete autostradale, che il dott. Colao si sia, forse, lasciato un po’ sedurre da Matteo Renzi, che lo propose superMinistro, e abbia voluto entrare, legittimamente, nella discussione politica fra le forze che sostengono il Governo? La professoressa Mazzucato, scelta direttamente dal premier, non ha voluto firmare il documento, non è ancora chiara la motivazione del dissenso, certo è che la sua assenza spicca.
Insomma prima fanno lavorare una commissione di esperti che dovrebbe dare le indicazioni chiave per il rilancio del Paese, poi decidono che sarà solo un contributo perché intanto anche i ministeri stanno lavorando, anche Di Maio ha voluto un incontro con le parti sociali, chissà giovedì con quanti piani arriveranno. Ogni volta che assisto alla gestione della crisi economica postcovid non posso fare a meno di ricordare il grande Ennio Flaiano: «In Italia la situazione è grave, ma certamente non è seria».