Tagliagambe: sarto, massone e repubblicano

Un’emergenza sanitaria d’altri tempi, quella del colore del 1884. La Spezia fu chiusa, e seguì un’emergenza economica altrettanto tragica. Giorni ricordati da Alberto Scaramuccia in Città della Spezia. «Era fame e per rimediare alla situazione sorse un Comitato di Salute Pubblica per provvedere alle esigenze elementari della cittadinanza che se si salvava dal colera rischiava di morire di fame. Allora uscivano due settimanali: Il Muratore d’ispirazione massonica e Il Lavoro, portavoce delle Società di Mutuo Soccorso, le organizzazioni con cui il lavoro dipendente si tutelava in caso di disoccupazione, malattia, infortuni. Entrambe le testate rivendicano la paternità del Comitato alla categoria che rappresentano, ma è questione di lana caprina ché i componenti delle Sms erano tutti aderenti alla Massoneria. La cosa importante e da sottolineare, è che fu un’iniziativa che sorse dal basso, fu il popolo che se la creò, spontaneamente. Del Comitato che subito si dà un braccio operativa creando la Charitas, la persona più rappresentativa fu il Marchese Prospero De Nobili che proprio da quell’esperienza iniziò una carriera politica che, comunque la si giudichi, fu brillante. Però, il Presidente del Comitato fu un sarto massone, Leopoldo Tagliagambe, che venne anche arrestato con Prospero, il giornalista Oddone e un tale Tardi (o Fardi) quando guidarono una manifestazione che tentò di forzare il blocco a Buonviaggio scontrandosi con i Reali Carabinieri che imprigionarono e denunciarono i capi del movimento (il Tribunale poi li assolse). Di Tagliagambe poco si sa: mai la ricerca si è interessato al suo nome che figura solo sui giornali: se non li si leggono, non se ne può sapere. Il Leopoldo, comunque, fu personaggio di spicco della società spezzina del tempo oltre che della Massoneria. Aderiva alla Loggia Zenith che l’aveva immatricolato con il numero 00568».